Gialloverdi in tilt. Di Maio: “La Lega è paranoica”

Focus

Necessario il rinvio in Consiglio dei ministri per il decreto sicurezza e per quello sulla famiglia

Inizia una nuova giornata  di nervi tesi e scontri all’interno della maggioranza. Alla fine è stato necessario il rinvio in Consiglio dei ministri per il decreto sicurezza e per quello sulla famiglia. In un cdm”spezzettato”, conclusosi a tarda ora, l’esame dei testi ha portato il Carroccio a chiedere il via libera al provvedimento in un prossimo cdm in settimana con Giuseppe Conte che ha sottolineato alcune criticità su migranti e sicurezza urbana chiamando in causa il Quirinale.

In attesa di chiarimenti con il Quirinale sui profili di criticità il vicepremier Luigi Di Maio ha tentato prima di gettare acqua sul fuoco: “Nessuno ha litigato ieri sera, clima sereno in Cdm. L’unica questione è che ci sono delle osservazioni dal Colle ed è giusto che nei prossimi giorni ci siano delle interlocuzioni con il capo dello Stato per risolvere tutti i dubbi”.  Salvo poi ammettere e tornare all’offensiva: “Vedo del nervosismo nella Lega. Leggo che il viceministro Rixi dice che i 5 stelle sono il partito delle Procure. Stanno diventando paranoici”. Ieri, aggiunge, “c’è stato un attacco al premier Conte ingiusto. Capisco che sono nervosi perchè siamo in campagna elettorale”.

“Io voglio andare avanti, ma non si può minacciare una crisi di governo ogni giorno…”, ha poi aggiunto tornando a punzecchiare Matteo Salvini che sbaglia sul dl sicurezza: “Se stiamo parlando di dubbi del Quirinale, del presidente della Repubblica Mattarella, Salvini sbaglia a chiedere a noi, deve chiedere a chi di dovere…”. ”Io dico – ha sottolineato Di Maio – che quel decreto va bene se ci sono dentro i rimpatri, noi non abbiamo adesso il problema di quanti ne arrivano qui, perché i numeri si sono ridotti grazie alle politiche che abbiamo portato avanti. Il tema è chi è rimasto qui”.

 Non si è fatta attendere la replica del vicepremier leghista: “Il governo va avanti, basta che tutti mantengano gli impegni presi e la parola data... Ho sentito, però, troppi no…”. ‘Io ho fatto i compiti a casa, come si dice. Ecco il testo, ve lo faccio vedere, corretto da me a mezzanotte…”, aggiunge Salvini mostrando in diretta il testo del provvedimento e assicurando: ”Il decreto è pronto, io ci sono, sono pronto. Hanno chiesto di fare le ultime verifiche. Il mercoledì ci sono, giovedì ci sono… Scrivono ‘se passa, vince Salvini’. Non è così, questo provvedimento serve al Paese, agli italiani. Prima viene approvato, meglio è”.
Sul Decreto Famiglia caro ai Cinquestelle è arrivato però lo stop del Tesoro. Le coperture per il decreto “non sono state individuate al momento” e il provvedimento ”è stato rinviato”, ha confermato il ministro dell’Economia Giovanni Tria ad Agorà su Raitre. Riguardo le coperture, inoltre, “sapremo a fine anno e non adesso se si spenderà meno di quanto preventivato” per il reddito di cittadinanza ed ”è chiaro come queste spese non si possano portare all’anno seguente”.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli