I giornali di oggi / Il braccio di ferro Lega e M5S stritola le famiglie italiane

Focus

Prime pagine sulla situazione in Libia, sulla manovra economica del governo, sull’andamento dei i mercati, sul rispetto dei parametri dell’Unione Europea

Le principali notizie nelle prime pagine dei giornali riguardano diversi argomenti: tutti titolano sulla situazione in Libia, dove le milizie ribelli al primo ministro Serraj, che ha indetto lo stato di emergenza, si dirigono verso Tripoli, ma troviamo anche titoli sulla manovra economica del governo, sull’andamento dei i mercati, sul rispetto dei parametri dell’Unione Europea.

Il Corriere della Sera apre sulla Libia con una grande immagine di Tripoli, mentre a centro pagina il titolo è sulla situazione italiana: Tria cerca la sponda di Conte e nel testo di richiamo ai servizi interi, si legge:

Il responsabile del Tesoro Tria, propenso a rispettare i parametri UE, cerca la sponda del premier Conte. «Sfioreremo il 3% garantisce Salvini. Dopo il rating Fitch, il ministro Di Maio commenta: non pugnaleremo gli italiani. E ribadisce che il reddito di cittadinanza vedrà la luce entro il 2019. Timori per l`apertura, oggi, dei mercati, dopo una settimana difficile.

Un altro inquietante titolo che troviamo a centro pagina è Stupri di gruppo, siti e social media Il dossier sulla violenza, seguito dal testo di richiamo ai servizi di pagina 16 e 17:

Il numero dei violentatori arrestati supera il numero delle vittime. Il dato certifica che sono in aumento gli stupri di gruppo. Le vittime, sempre più giovani, vengono sedotte con modi gentili, adescate via Internet grazie a siti di appuntamento, e per questo il Dac, la Direzione anticrimine della polizia, lancia l`allarme. Ogni giorno sono undici gli episodi che vedono le donne vittime di violenza. Da gennaio a luglio 2.311 le denunce presentate.

La Repubblica sceglie di aprire con le proposte del governo di modifica della legge sugli appalti: Appalti pubblici, esclusi a vita i condannati per corruzione, mentre l’apertura del Messaggero è sulla Libia: Libia nel caos, stato di emergenza. La milizia ribelle in marcia verso la sede del governo sostenuto dalle Nazioni Unite. Violenti scontri, il premier Serraj: vogliono far saltare tutto. «Soldati italiani al sicuro». A centro pagina, il quotidiano romano titola sull’intervista che fa al ministro dell’Interno: Salvini: «Nel Def sfioreremo il 3%. E il nome della Lega non si tocca». Il vicepremier: «Per ora niente partito unico».

La Stampa apre sulla Libia e a centro pagina titola sul vicepremier: Salvini, nuova sfida al M5S. “subito la legittima difesa”, mentre Il Giornale dedica la notizia più importante della prima pagina alla legge sull’interruzione di gravidanza: Blitz grillino sull`aborto. Schiaffo al cattolici. M5s propone interruzioni di gravidanza più facili Lega furiosa, lo scontro ora è anche sui temi etici.

Dalla rassegna stampa, approfondiamo il tema dei mercati e della situazione economica italiana.

Caos bilancio nel governo

Come stanno le cose, lo spiega sul Corriere della Sera Enrico Marro, a pagina 5, nell’articolo intitolato: La linea prudente di Tria su manovra e deficit al 2%:

La settimana si apre con gli occhi puntati sullo spread, dopo che venerdì sera, a mercati chiusi, l`agenzia di rating Fitch, pur non declassando il nostro debito pubblico, ha però diffuso un outlook, cioè un rapporto previsionale, «negativo» per l`Italia. Una decisione dovuta al rallentamento del Pil e soprattutto alle preoccupazioni connesse alla prossima legge di Bilancio.
Gli investitori vorrebbero una manovra che riducesse il deficit e il debito pubblico rispetto al 2018. Solo così potrebbero continuare a comprare i titoli di Stato italiani, prestandoci i soldi di cui abbiamo bisogno, senza chiedere interessi sempre più alti.
Giovanni Tria, che oggi tornerà in ufficio dopo la sua missione in Cina, sa benissimo queste cose. Non a caso da Shanghai si è affrettato a smentire che il deficit 2019 possa addirittura sfondare il 3% del Pil, come invece prospettato non da frange della maggioranza ma addirittura dai due vicepremier Di Maio (5 Stelle) e Salvini (Lega) e perfino da un politico navigato e attento ai conti pubblici come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Lega). Ieri, come se non bastasse, è stato il viceministro dell`Economia, Massimo Garavaglia, anche lui della Lega, a parlare della necessità di derogare alla regola europea del 3%. A questo punto sembra davvero necessario un chiarimento nella maggioranza e nel governo. E Tria ha bisogno di una sponda che cercherà innanzitutto nel presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Sul Messaggero, a pagina 6, Roberta Amoruso fa il punto sui rischi della riapertura dei mercati:

Oggi per i titoli di Stato italiani è attesa un`altra prova cruciale. E chissà che questa volta le parole del ministro dell`Economia, Giovanni Tria, non riescano meglio nell`impresa di rassicurare i mercati dopo che venerdì scorso l`agenzia di rating Fitch ha di fatto lanciato un nuovo allert sull`Italia con la revisione delle prospettive sul debito da «stabili» a «negative». Certo, non si tratta del declassamento del rating tanto temuto, ma è uno di quei segnali che i mercati non possono sottovalutare. Anche perché molti si aspettavano un rinvio a ottobre di ogni giudizio, come ha fatto Moody`s recentemente in attesa dell`approvazione della legge di bilancio.
Invece Fitch ha agito ancora prima di vedere, nero su bianco, i numeri su sui sta ancora lavorando il governo. Saranno «i fatti» in arrivo, come sostiene Tria, a farle cambiare idea su tutti i rischi visti all`orizzonte per il debito italiano? Si vedrà.

 

Lotta grillino-leghista

Il problema su come pensare e gestire la legge di bilancio non riguarda, però, solo numeri e dati tecnici. Lo scontro, ancora una volta, è tutto politico e interno alla maggioranza gialloverde. Marco Conti sul Messaggero e Il Mattino:

«Non reggiamo flat-tax e reddito di cittadinanza». Il premier Giuseppe Conte ne è convinto e lo va ripetendo a palazzo Chigi, mentre Luigi Di Maio rilancia sul primo tema e i leghisti continuano a sostenere che va sforato, o quasi, il parametro del tre per cento. Un pressing continuo che allarma, come ha scritto l`agenzia di rating Fitch venerdì sera. Una spinta continua, quella esercitata dai due partiti che appoggiano la maggioranza, che fa registrare qualche sfumatura ma che non attenua il braccio di ferro interno alla maggioranza su chi riuscirà a piantare più bandierine nella manovra di bilancio.
Di Maio anche ieri è tornato a dire che nella manovra «deve partire il reddito di cittadinanza». Ha poi indicato la platea minima verso la quale va orientata la misura che potrebbe costare un paio di miliardi e che si cercherà di finanziare anche con il fondo sociale europeo oltre con gli stanziamenti del reddito di inclusione. Ma se il M5S è pronto ad accontentarsi della “partenza” del reddito di cittadinanza, più di rottura è la linea della Lega che non sembra avere nessuna intenzione di lasciare all`alleato la possibilità di incassare, attraverso la manovra di bilancio, quei consensi persi o sbiaditi dopo settimane di discussione sui migranti.

Rosalba Carbutti sul QN Nazione – Giorno – Carlino spiega chiaramente il confronto Lega e 5 stelle in poche righe:

La legge di Stabilità «sarà lo spartiacque tra Movimento 5 Stelle e Lega». In sintesi: si vedrà chi dei due contendenti strapperà più budget al ministro dell`Economia, Giovanni Tria. E, da qui, spiegano fonti stellate, si stabilirà chi avrà vinto la partita di governo.

 

Il Commento / Perché lo spread non risparmia nessuno di noi

Un commento particolarmente interessante è quello su Repubblica (pagina 27) di Marcello Messori, professore di Economia alla Luiss e direttore della Luiss School of European Political Economy:

La perdita di credibilità del governo italiano rispetto ai possibili investitori, certificata dalla preoccupata diagnosi dell`agenzia di rating Fitch, ha ormai portato il nostro spread intorno ai 300 punti base nei confronti del riferimento tedesco. I reiterati annunci di leader della maggioranza, secondo cui i vincoli europei non impediranno la realizzazione delle avventurose promesse fiscali, fanno temere che i 300 punti non siano un tetto massimo, ma la soglia minima per ulteriori e incontrollati incrementi. (…)
Tutto ciò può avere conseguenze drammatiche non tanto per l`impatto negativo su deficit e debito pubblico italiano, quanto per l`andamento dell`economia “reale” e per la vita quotidiana di noi cittadini. (…)
Con spread pari o superiori a 300 punti base, la scelta stringente per una parte consistente del settore bancario italiano diventa: ricapitalizzarsi sul mercato, cosa non facile a causa del negativo andamento azionario e della modesta profittabilità media del settore, o ridurre l`attività di prestito alle imprese e alle famiglie. È inevitabile che la seconda scelta prevalga e pesi, negativamente, sugli andamenti dell`economia italiana e sulla nostra vita quotidiana. (…)
Le famiglie italiane hanno, così, un`alta probabilità di diventare le vittime ultime dello spread. Esse rischiano di soffrire per una caduta dell`occupazione e dei redditi; se hanno debiti verso il settore bancario a tassi variabili o – soprattutto – se hanno la necessità di contrarne di nuovi (per esempio, mutui), devono prepararsi a progressivi peggioramenti delle condizioni contrattuali; se hanno investito i risparmi accumulati in portafogli obbligazionari con basso profilo di rischio gestiti da fondi di investimento (per lo più, sotto il controllo bancario), sono indiretti proprietari anche di titoli del debito pubblico italiano che peseranno negativamente sul valore delle loro quote. Il negativo quadro descritto è evitabile. Per riportare il nostro spread ai livelli di sei mesi fa, è sufficiente che la legge di Bilancio per il 2019 rispetti un rapporto deficit pubblico/Pil molto inferiore al 2%. Non si tratta di un`imposizione europea, ma di un impegno per il benessere di tutti noi.

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