Giornata bolognese per Renzi. L’incontro con il Prof (e le frecciatine)

Focus

Dalla riforma del ciclo “0-6” all’analisi del dopo Macron. Renzi tra Fedeli e Prodi.

Prima un’iniziativa sulla scuola con il ministro Valeria Fedeli, poi al fianco di Romano Prodi per un dibattito sul post voto in Francia. Dal Teatro Testoni all’Università John Hopkins, Matteo Renzi, arrivato in ritardo “causa 5 km di coda: immobili in autostrada” dedica un piovoso pomeriggio da neo segretario a Bologna.

I temi sul piatto sono due, ma le pieghe che prende il discorso sono tante: si parte nel pomeriggio dalla riforma 0-6, il progetto, voluto dal governo Renzi, che ha investito 670 milioni nei prossimi tre anni per i servizi comunali dedicati ai nuovi percorsi del ciclo educativo che va dall’asilo nido alla scuola materna, e si arriva in serata al ragionamento tutto politico sull’Europa, sui crescenti populismi e sulla situazione italiana.

Con un siparietto iniziale dove il neo segretario dem prende posto e dice “sono a sinistra di Prodi, è una notizia” e il Prof che prontamente risponde: “Dipende da che parte di volti”. Battute a parte la sintonia la trovano, i due ex presidenti del Consiglio, su una cosa: la legge elettorale deve essere maggioritaria. “Con il proporzionale e molti partiti il problema sarebbe dopo: una legge elettorale non è fatta per fare una fotografia, ma per dare un governo stabile, mi auguro venga fatta”. “La nostra posizione e il nostro obiettivo è che la legge elettorale aiuti a consentire una governabilità “, dice Renzi, che aggiunge “Il Pd su questa posizione è compatto ma è chiaro che da soli non abbiamo i numeri”.

Dalla legge elettorale – “un tema che vedo vi appassiona moltissimo ” aveva scherzato Renzi all’iniziativa sulla Riforma “0-6” che “non è un parcheggio per bimbi ma un grande investimento sul nostro futuro”- il dibattito alla John Hopkins si era spostato sugli scenari post Macron e sui populismi.”Tutti sono contenti che abbia vinto Macron in Francia, ma il fronte populista si è allargato in maniera enorme” ha detto Prodi- “La crisi economica ha massacrato i nostri paesi, i partiti si orientano su queste divisioni, la differenza è fra coloro che si sentono ‘in’ e coloro che si sentono ‘out’, ma è una divisione che va al di la’ del discorso europeo”. “In e Out” significa un gap, una disuguaglianza non solo economica, ma culturale e sociale che per Renzi si risolve: ” investendo nelle periferie: se l’Europa realizzerà un gigantesco piano per le periferie, allora si riuscirà a sconfiggere il populismo, molto più che con i proclami. Noi abbiamo messo 2 miliardi e 100 milioni come Italia ma se l’Europa non fa la sua parte è uno sforzo vano: tutti sono preoccupati per Lampedusa, io sono preoccupato per le banlieu di Bruxelles, di Parigi, di Marsiglia oltre che di quelle delle nostre città”.

Dal tema della scuola si scivola a quello dei vaccini, vista anche la presenza della ministra Fedeli e quella del governatore Stefano Bonaccini che ha reso l’Emilia Romagna la regione capofila nella promozione dell’obbligo vaccinale, inserendolo quale requisito essenziale per l’accesso alle scuole.

Qui certamente si tratta di conciliare il diritto alla scuola e quello alla salute, non è tollerabile che nel 2017 si abbia paura di ammalarsi o morire di malattie che avevamo debellato da decenni“. Fedeli ribadisce che “tutti i bambini vanno vaccinati” mentre il premier Gentiloni, da Roma, annuncia il testo nel prossimo Cdm: parola d’ordine collegialità.

Renzi intanto torna a punzecchiare Di Battista sulla gaffe che ha fatto a proposito della novità introdotta dal governo in legge di stabilità sull’esenzione dai ticket di tutti i vaccini per i neonati “ Di Battista non ha letto la legge di bilancio, è chiaro” , dice il segretario dal palco del teatro bolognese “Già non capiscono bene quando leggono, figurati quando nemmeno leggono. Gli diamo un piccolo suggerimento: ci sono anche le sintesi delle leggi, tipo dei Bignami, almeno quelli leggeteli!”.

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