Il nostro impegno per i disabili (e il colpevole vuoto del governo)

Focus

Nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, spiace constatare come la manovra economica presentata dal Governo non risponda alla aspettative

Oggi, nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, spiace constatare come la manovra economica presentata dal Governo, attualmente in discussione alla Commissione bilancio di Montecitorio, non risponda alla aspettative che la costituzione di un Ministero ad hoc aveva suscitato in molti. La Legge di bilancio, infatti, prevede un aumento contenuto del Fondo per le non autosufficienze, certamente importante, ma non adeguato a determinare il cambio di passo che il Governo aveva promesso. Proprio il premier Conte, soltanto qualche mese fa, aveva dichiarato -durante la visita alla comunità di Sant’Egidio- che l’Esecutivo si sarebbe occupato con forza della vita delle persone con disabilità, prefigurando addirittura la redazione di un Bill of Rights. Formulando così una proposta che, al netto delle parole utilizzate, superficiali ed evocative di regressioni culturali inaccettabili (faremo “un codice tutto per loro”, aveva detto), ad oggi è rimasta lettera morta. Anzi, in questi mesi, non è stato approvato alcun provvedimento che possa dare il senso di una visione sul tema della disabilità: non sono state messe in campo risorse economiche adeguate, ma nemmeno sono state anche solo abbozzate soluzioni innovative, capaci almeno di suggerire la direzione che il Governo intende intraprendere su questo tema.
Il Pd ha presentato un emendamento alla Legge di bilancio che prova ad incidere in maniera significativa sulla vita delle persone con disabilità grave. Una proposta in linea con la visione di welfare -inteso come strumento di promozione e investimento sulle persone e non come mero erogatore di sussidi monetari- portata avanti dal Partito. In particolare, l’emendamento proposto prevede l’istituzione di un assegno personale di cura volto a favorire progetti individualizzati per l’inclusione sociale, l’autonomia personale e le necessità di sostegno intensivo delle persone con disabilità non autosufficienti. Una misura che non inciderebbe sulle altre prestazioni attualmente previste (per esempio indennità di accompagnamento, indennità di comunicazione, pensione di invalidità), ma che, una volta approvata, da un lato, determinerebbe un significativo aumento delle risorse impegate in favore delle persone non autosufficienti, dall’altro lato, cosentirebbe di superare la mera ottica dell’erogazione monetaria, concentrandosi sulla realizzazione di progetti di sostegno per sviluppare il potenziale di ciascuno.
In un Paese dove la condizione economica delle persone con disabilità è generalmente peggiore rispetto al resto della popolazione (il tasso di povertà relativo alle persone con disabilità è superiore del 70% alla media) e dove spesso sono proprio le persone con disabilità non autosufficienti ad incontrare le maggiori difficoltà a convertire il reddito in benessere a causa di barriere di varia natura (culturali, ambientali, economiche), l’approvazione dell’emendamento in questione sarebbe un segnale di straordinaria importanza.
Una misura che si andrebbe ad aggiungere a quelle significative già assunte negli ultimi anni (come la stabilizzazione e l’incremento del Fondo nazionale per la non autosufficienza; la legge sul Dopo di Noi; l’aggiornamento dei LEA) e che migliorerebbe il grado di equità, efficacia ed efficienza degli interventi a sostegno della non autosufficienza. L’emendamento oggi sarà discusso in Commissione bilancio. L’orientamento dell’Esecutivo -che sta rigettando tutti gli emendamenti in favore delle persone con disabilità, anche ove formulati da deputati della maggioranza- non lascia ben sperare.
Oggi chi davvero vuole celebrare questa giornata in maniera concreta, andando oltre generiche affermazioni di principio, utilizzi lo strumento che il Pd ha messo a disposizione. A noi non interessa prenderci i meriti ma realizzare un intervento utile per le persone più fragili del Paese. Il Governo e la maggioranza dimostrino di avere lo stesso intento. Accettino questa sfida comune e cooperino, oltre le appartenenze e gli schierimenti, al raggiungimento di un risultato importante per il benessere di tutti i cittadini.

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