Monsignor Fisichella ringrazia tutti. Tranne il Campidoglio

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Il prelato era già stato severo con la giunta Raggi

Il Vaticano ringrazia tutte le istituzioni per la collaborazione per il Giubileo tranne una: il Comune di Roma. E non è una dimenticanza.

Il “grazie” del delegato pontificio per il Giubileo, monsignor Rino Fisichella – che ha parlato nella conferenza stampa di chiusura dell’anno giubilare -è soprattutto per il ministro dell’Interno che i”n quanto responsabile della sicurezza del Paese ha offerto un volto sereno e sicuro di Roma”.

“Ai milioni di pellegrini – ha scandito mons. Fisichella – è stata offerta l’immagine di una città sicura. Il Giubileo era iniziato sotto un attacco di violenza inaudita in Europa; la paura aveva fin dall’inizio scoraggiato molti a mettersi in cammino per raggiungere Roma. Con il passare delle settimane, invece, grazie a una fattiva opera di messa in sicurezza della città, i pellegrini hanno potuto vivere con tranquillità ed entusiasmo la loro esperienza giubilare. In questo senso, vi è stata una collaborazione vincente tra l’Italia e la Santa Sede che attraverso la Segreteria Tecnica, presieduta dal Prefetto di Roma, ha potuto garantire un corretto svolgimento di tutte le iniziative giubilari, soprattutto per i grandi eventi che hanno visto un notevole flusso di pellegrini”.

Fisichella ha anche rivolto “un sincero ringraziamento va anche alla Regione Lazio per avere approntato un servizio di sanità e pronto soccorso all’altezza dell’evento non solo negli Ospedali ma anche durante ogni evento giubilare”.

E quando i i giornalisti gli ricordano che non ha ringraziato il Campidoglio, Fisichella, laconico, risponde: “Il mio testo parla chiaro”. Niente grazie all’amministrazione Marino e a quella in carica guidata da Virginia Raggi.

D’altra parte, pochi giorni fa, in un’intervista a Repubblica il prelato era stato molto chiaro: “Roma ha perso una grande occasione e i 21 milioni di pellegrini che sono arrivati alla Porta Santa di San Pietro, pur essendo stati accolti bene, hanno visto quanti sono ancora tanti i limiti operativi della città. Del resto per tutto l’Anno Santo bastava andare intorno al Vaticano, a Borgo, in via dei Corridori per constatarne le precarietà in materia di pulizia e manutenzione. E’ mancata, inoltre, una dimensione culturale all’altezza degli eventi giubilari. Non sono state organizzati mostre ed eventi artistici. I pellegrini hanno visto i grandi limiti strutturali di Roma, senza tuttavia perdere di vista la dimensione spirituale del Giubileo che non è mai mancata”.

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