Il giuramento preso sul serio e le questioni Rousseau e Russia Unita

Focus
Camera, Palazzo Montecitorio

In parallelo al giuramento, negli stessi momenti, presenterò alcune interrogazioni.

Secondo l’articolo 93 della Costituzione il Governo entra in carica col giuramento.

La legge 400 del 1988 ha fissato una formula molto solenne e impegnativa:

«Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.»-

Chiediamo solo una cosa in questo momento, prenderla sul serio e porsi dei seri interrogativi.

Per questo in parallelo al giuramento, negli stessi momenti, presenterò alcune interrogazioni.

Ai ministri che appartengono al Movimento 5 Stelle chiedo di rinunziare al contributo obbligatorio alla piattaforma Rousseau che comprende il fondo per gli oneri necessari per la tutela legale degli aderenti al Movimento 5 Stelle. Come si concilierebbe infatti l’interesse esclusivo della Nazione su cui giurano con vincoli relativi a società private e in vicende giudiziarie a favore di parti che potrebbero anche danneggiare gli interessi pubblici?

Al Ministro dell’Interno Salvini chiedo come si possa conciliare anche per lui l’interesse esclusivo della Nazione col patto da lui sottoscritto il 6 marzo 2017 col signor Zheleznyak a nome del partito di governo “Russia Unita” ai sensi del quale, tra l’altro, ci si impegna allo scambio di esperienze in attività legislative nonché alla cooperazione nei settori dell’economia, del commercio e degli investimenti tra i due Paesi. Sempre ammesso che non ne esistano altri a noi ignoti di cui chiedo conto.

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