Perché Conte traballa. I tempi si allungano

Focus

I punti oscuri finora emersi circa la carriera professionale della figura scelta da Lega e M5S

L’incarico a Giuseppe Conte da parte di Mattarella sembrava ormai scontato, ma alla fine il presidente della Repubblica ha deciso di prendere altro tempo per valutare l’ipotesi. Probabilmente servirà almeno un altro giorno di riflessione, il giorno decisivo potrebbe essere giovedì. Ma i tempi per la lista dei ministri a questo tempo si allungano e su questo non pesano solo le ombre sul passato di Conte, ma anche quella di altri profili che il Colle non gradirebbe in un eventuale esecutivo, come Savona, nome scelto per il ministero dell’Economia.

Ma perché tutto questo caos attorno al curriculum di Conte? Nel corso della giornata sono emerse diverse informazioni sbagliate, gonfiate oppure poco chiare che comparirebbero sul suo curriculum (che può essere consultato qui e qui). Ecco quali sono i punti oscuri.

Dubbi sui corsi a Cambridge, New York e Vienna

I problemi sono iniziati con un articolo di Jason Horowitz sul New York Times. Nel curriculum Conte dichiara di aver perfezionato i propri studi giuridici presso l’ateneo statunitense nelle estati (o comunque per periodi non inferiori a un mese) tra il 2008 e il 2012. Il giornalista del quotidiano Usa ha contattato la portavoce della New York University, Michelle Tsai, che ha spiegato che “una persona con quel nome non compare nei nostri archivi né come studente, né come membro della facoltà”.

I una nota il Movimento 5 stelle ha minimizzato la vicenda che, però, è ancora tutta da chiarire. L’Adnkronos, infatti, è in possesso di alcune mail – risalenti al 2014 – che dimostrerebbero che il premier scelto da Di Maio e Salvini trascorreva parte delle sue vacanze estive nella università newyorkese. Lo scambio di mail è con Mark Geistfeld, autorevole studioso della NYU School of Law, che Conte incontrò nei suoi viaggi nella città statunitense. Dalle ricerche effettuate in quell’anno – fa sapere l’Adnkronos – è scaturito un volume che Conte starebbe ultimando sulla responsabilità civile. Ma queste mail in ogni caso non dimostrerebbero la sua frequenza ad alcun corso dell’ateneo di newyorchese.

Ma ci sono altri corsi dichiarati e non confermati. Sul curriculum si legge che Conte avrebbe seguito un corso a Cambridge nel settembre del 2001, periodo nel quale l’ateneo però è chiuso. L’agenzia Reuters, tramite una fonte interna all’università, non c’è nessuna traccia della frequentazione di Conte ai corsi dell’ateneo, ma il professore potrebbe aver seguito un corso organizzato presso l’università inglese da un terzo istituto (e per questo non comparirebbe nei registri dell’università).

Dubbi vengono sollevati anche da media austriaci. Conte dichiara di aver avrebbe perfezionato gli studi giuridici nel 1993 presso l’International Kultur Institut di Vienna, ma secondo l’agenzia Apa e il sito di notizie Der Standard l’istituto “in realtà si chiama Internationales Kulturinstitut ed è esclusivamente una scuola di lingue che offre corsi di tedesco”.

Le altre inesattezze e le verifiche del Post

Secondo Il Post ci sarebbe anche un’inesattezza riguardo alla sua partecipazione a un gruppo dell’Ue, il Social Justice Group che però non esiste. Secondo il sito Conte scrive di essere stato “designato” a far parte di quel gruppo, ma che in realtà il professore potrebbe aver riportato in modo sbagliato il nome di quello che è in realtà un collettivo di docenti provenienti da diverse università europee, il “Social Justice in European Private Law”. Il capo del collettivo Martijn Hesselink, contattato dal Post, contesta “la formula ‘designato’ con cui Conte ha presentato la sua presunta collaborazione: ‘Il collettivo si è auto-costituito, nessuno è stato designato a farne parte'”. Il collettivo, inoltre, avrebbe pubblicato un manifesto nel 2004, ma Conte, ha dichiarato Hesselink al Post, non avrebbe partecipato alla stesura del documento, ma si sarebbe limitato a sottoscriverlo nel 2005.

Il Post ha poi fatto alcune verifiche anche alla Camera di Commercio di Roma e Confindustria. Conte ha dichiarato infatti di essere consulente legale dell’ente camerale della Capitale, ma in realtà verificando nell’archivio del sito della Camera di Commercio di Roma su Conte risulta solo una consulenza nel 2008. In Confindustria, si legge sul curriculum, Conte ha fatto parte della commissione cultura. Secondo Il Post, che ha contattato un portavoce di Confindustria, l’informazione non sarebbe aggiornata perché effettivamente il professore ha fatto parte di quella commissione ma solo fino al 2012.

Lo scoop del Foglio sullo studio Alpa

Le inesattezze non finiscono qui. Nel curriculum si legge che “dal 2002 ha aperto con il prof. avv. Guido Alpa un nuovo studio legale dedicandosi al diritto civile, al diritto societario e fallimentare”. Ma da alcune verifiche del Foglio è emerso che in realtà Conte non è mai stato socio ma “semplice collaboratore”.

Non sorprende che di fronte a questa mole di informazioni contraddittorie o poco chiare (alle quali si aggiunge la vicenda Stamina) Mattarella abbia chiesto altro tempo.

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