Gomorra 2, è guerra per il potere tra Ciro e i Savastano

Focus

Come se non si fosse mai interrotta, la serie riprende a raccontare il male senza retorica e ci riporta i suoi protagonisti di sempre. Ma più violenti e cinici che mai

È come se non fosse passato nemmeno un giorno dall’ultima puntata della prima stagione di Gomorra. L’inizio della nuova stagione, andata in onda su Sky Atlantic, si apre con Genny Savastano (Salvatore Esposito) che entra in ospedale in condizioni critiche, ma vivo; e Don Pietro (Fortunato Cerlino) che, scappato dal carcere, torna a riprendere il comando del clan dopo la morte della moglie, Imma. I due, una volta che Genny esce dall’ospedale, saranno alle prese con gli scissionisti, ma anche con un altro conflitto interno: quello tra loro due. Genny è ormai proiettato nel suo ruolo di boss, ma Pietro non si fida del figlio e di quello che ha fatto mentre lui era in carcere e non ha intenzione di cedere lo scettro.

Ciro (Marco D’Amore) è ormai deciso a eliminare i Savastano e porta avanti il suo folle piano fino all’estremo pur di evitare di perdere tutto quello che è riuscito a conquistare finora. Non si tratta solo di una questione di soldi: la sua sete di potere lo porta a perdere completamente il controllo e a uccidere la moglie Deborah, decisa a parlare con la polizia che sta indagando sulla sparatoria durante lo spettacolo della loro figlia, Mariarita.

La novità è la nuova concorrenza che si è creata al clan dei Savastano: Ciro, infatti, è riuscito a convincere il boss Salvatore Conte (Marco Palvetti) a creare una nuova alleanza e prendere insieme a vecchie e nuove conoscenze il controllo delle piazze per lo spaccio di droga. Ed è qui che entra in scena la prima nuova figura femminile che, come Imma, avrà un peso importante in tutta la stagione: Annalisa Magliocca, detta Scianel, interpretata da Cristina Donadio. La seconda sarà Patrizi (Cristiana Dell’Anna) che comparirà nei prossimi episodi.

Anche dal punto di vista tecnico e registico, troviamo la stessa cura nei particolari e la stessa capacità di raccontare il male estremo della Camorra, senza retorica, senza censure, senza dare lezioni o fare morali. Semplicemente il male allo stato puro.

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