Il governo dell’isolamento prova a far saltare anche la missione Sophia

Focus

L’unica vera missione militare europea, a guida italiana, rischia di saltare per la mancanza di volontà del governo di fare sintesi con gli altri paesi europei

Prosegue il disegno autodemolitorio del governo Lega-Cinque Stelle. Dopo aver insabbiato la modifica del Regolamento di Dublino, bloccato il programma di ricollocamento in altri Stati di 27mila richiedenti asilo, bocciato la proposta di istituire una guardia costiera europea con l’impiego di 10mila nuovi agenti, ora è la volta della missione Sophia. Stiamo parlando di una questione dall’alto valore militare, politico e simbolico, la prima missione gestita in maniera coordinata dall’Italia, con la partecipazione di altri 26 paesi europei. Ora tutto rischia di essere mandato all’aria dal governo.

Il grido d’allarme, dopo l’insofferenza fatta filtrare da Berlino per l’atteggiamento ostile dell’esecutivo italiano, viene lanciato dal comandante dell’operazione, l’ammiraglio Enrico Cremendino. “Il rischio di infiltrazioni di terroristi dalla Libia non è provato al momento, probabilmente più da altri paesi, ma è chiaro che se si perdono le navi militari nel Mediterraneo centrale aumenta il rischio che arrivino non solo migranti. Gli scafisti – ha aggiunto – si adattano costantemente a quello che succede, hanno grandi capacità di adattamento”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, come suo solito, reagisce a tutto questo in maniera sconcertante, facendo spallucce e sostenendo che “se la Germania si sfila non è certo un danno per l’Italia”. Parole solo leggermente mitigate da quelle del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: “L’Italia non ha mai chiesto la chiusura di Sophia. Ha chiesto che siano cambiate, in rigorosa e doverosa coerenza con le conclusioni del Consiglio Europeo di giugno 2018, le regole relative agli sbarchi delle persone salvate in mare. Gli accordi dell’aprile 2015 prevedono che siano sbarcate sempre in Italia, mentre il Consiglio Europeo del giugno scorso ha esortato gli Stati UE alla piena condivisione di tutti gli oneri relativi ai migranti”.

Un’affermazione troppo debole per tentare di celare una situazione che è ormai sotto gli occhi di tutti: al governo italiano non interessa trovare soluzioni, ma farle saltare. Non interessa riuscire a trovare una sintesi con i paesi europei, ma provocare lo scontro. Non interessa fare gli interessi dei cittadini che soffrono (sia in mare che a terra) ma metterli gli uni contro gli altri. Solo alimentando questa continua tensione, la Lega (e i Cinque Stelle a ruota) continuano ad alimentare il proprio consenso. Il risultato, però, è l’isolamento. Un profondo e dannoso isolamento.

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