Questi non hanno idea di cosa sia l’Europa

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Il vero campo sul quale dovremo contrastare Salvini e Di Maio è quello europeo

Il Governo gialloverde è nato, ieri ha ricevuto la fiducia. La nostra opposizione, dati i numeri alla Camera e in Senato, non potrà assolutamente limitarsi ai confini parlamentari e nazionali. Il vero campo sul quale dovremo contrastare Salvini e Di Maio è quello europeo.

I nodi europei da affrontare sono molti: la riforma del Trattato di Dublino in agenda oggi alla riunione del Consiglio Affari Interni, il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e il Bilancio Europeo 2019.

Il futuro delle amministrazioni locali, delle piccole e medie imprese, delle Università pubbliche e dei centri di ricerca – tutti soggetti che vivono un’interazione quotidiana con l’Europa – potrebbe essere a rischio, qualora la nuova maggioranza dovesse davvero declinare in modo concreto i suoi proclami anti-europeisti. Il primo tema da affrontare è la riforma del Trattato di Dublino su cui il Ministro agli Interni ha già annunciato che la posizione dell’Italia sarà negativa. L’inquilino del Viminale sembra già essersi dimenticato di aver frequentato, seppur saltuariamente, il Parlamento Europeo fino a pochi mesi fa. Nel novembre 2017 il Parlamento europeo ha approvato la sua proposta di riforma che risulterebbe particolarmente favorevole per i Paesi come l’Italia, poiché a esaminare la domanda di asilo non sarebbe più lo Stato di primo ingresso, ma quello a cui il richiedente asilo sarà assegnato. La Lega si era astenuta sul voto finale e il neo Ministro Fontana, all’epoca europarlamentare e relatore ombra sulla riforma, non aveva partecipato a NESSUNA delle 22 riunioni previste. Salvini aveva allora dichiarato che i grillini, col loro voto contrario al Parlamento, avevano difeso l’invasione dei migranti nel nostro Paese e che i loro no aiutavano il business delle cooperative. Erano evidentemente ancora lontani i tempi della luna di miele tra i due leader. Seguendo le posizioni di Paesi come l’Ungheria e la Polonia, contrarissimi ad alleggerire il carico dei Paesi del Mediterraneo, Salvini non fa gli interessi dei cittadini italiani.

Per quanto riguarda le questioni economiche sono bastati pochi giorni per evidenziare i cortocircuiti che si stanno creando all’interno della nuova maggioranza. Il Governo del cambiamento, infatti, ha già iniziato a chiedere più soldi all’Europa per la politica di coesione e per l’agricoltura. Una scelta che, peraltro, mi sento di condividere appieno. Con una piccola ma non banale differenza: sono mesi che sottolineo la necessità che i singoli Stati Membri aumentino la propria quota di partecipazione al Bilancio europeo così da poter aumentare gli investimenti per tutta l’Unione. Le forze politiche che compongono questa maggioranza, invece, si sono ben guardate dal farlo.

Un comportamento bipolare sintomo di una miopia politica abbastanza preoccupante. L’Italia, ma anche la Francia o la Spagna, non ha le risorse per finanziare autonomamente grandi progetti infrastrutturali. È per questo che l’Ue, con il suo Bilancio, finanzia un progetto come il Tav in tutta Europa. Loro, da un lato sciorinano discorsi anti europeisti, dall’altro mettono sul tavolo
posizioni più morbide e promettono di non voler uscire dall’Europa e dalla moneta unica.

Sfidiamo, allora, i nostri “avversari” in campo aperto: se davvero vogliono cambiare l’Europa – e non distruggerla come a me sembra – saranno d’accordo con me sulla necessità di dare più potere ai cittadini italiani ed europei (a proposito di democrazia diretta), quindi al Parlamento Europeo e non ai singoli egoismi nazionali. Mentre decidono che ruolo vogliono giocare su quel campo, noi prepariamoci a difendere il progetto che ci ha regalato 70 anni di pace, lavoriamo perché l’Europa diventi più sociale, e perché il Pse si faccia promotore di proposte più radicali, attente ai bisogni della popolazione.

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