Via libera al decreto, ecco le misure del Governo per il Mezzogiorno

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Finanziati in particolare numerosi interventi di natura sociale e sanitaria per l’area di Taranto, colpita dalla crisi dell’Ilva

Paolo Gentiloni lo aveva promesso: tra le primissime priorità del suo Governo ci sarebbe stato il lavoro al Sud. E stamattina ha dimostrato, insieme al ministro De Vincenti, di voler mantenere questo impegno. Il Consiglio dei ministri ha varato infatti un decreto dedicato quasi esclusivamente al rilancio e alla tutela sociale e sanitaria dei cittadini delle Regioni meridionali, con particolare attenzione all’area di Taranto.

Quattro delle misure presenti nel testo del decreto riguardano infatti l’area di Taranto, colpita dalla crisi economica e ambientale dell’Ilva. Il governo ha innanzitutto stabilizzato gli ammortizzatori sociali che tutelano i lavoratori dell’azienda, mentre si realizza il processo di transizione e cessione del complesso aziendale.

Quindi sono stati destinati 70 milioni di euro alle strutture sanitarie della zona di Taranto, per la manutenzione e il potenziamento delle apparecchiature e i dispositivi di diagnostica e cura. Un provvedimento atteso, che era stato anche oggetto di polemica tra il Governo precedente e il presidente Michele Emiliano, che aveva lamentato l’esclusione del fondo di 50 milioni inizialmente previsto dalla legge di stabilità. Ora il fondo c’è ed è perfino più consistente, mentre altri 8 milioni sono destinati dal ministero della Salute alle attività di screening. Spetterà quindi alla Regione Puglia definire il progetto per utilizzare al meglio questi fondi e rivedere complessivamente il proprio piano sanitario relativo all’area di Taranto, che è già stato respinto dai ministeri competenti, che lo hanno giudicato inefficace nella sua prima versione.

L’amministrazione straordinaria dell’Ilva dovrà invece presentare al ministero dello Sviluppo economico, secondo quanto previsto dal decreto odierno, un piano di misure di carattere assistenziale e sociale per le famiglie tarantine, per il quale il Governo ha messo a disposizione 30 milioni di euro distribuiti in tre anni.

Infine, è stata istituita una Agenzia di transhipment nei porti di Taranto e di Gioia Tauro, per ricollocare i lavoratori interessati dai piani di rilancio dei due hub.

Tra le altre misure contenute nel decreto, la più importante è probabilmente quella che incrementa di 50 milioni di euro il Fondo per le non autosufficienze. Il Fondo era stato abolito nel 2012, poi ristabilito e reso strutturale dal governo Renzi, con una dotazione di 400 milioni, già incrementata per il 2017 a 450 con la legge di stabilità e ulteriormente innalzata oggi a 500 milioni.

È quindi istituito il Commissario unico alla depurazione, il cui compito sarà quello di accelerare (al Sud e nelle altre regioni ancora in ritardo) la realizzazione degli impianti necessari al trattamento ecologicamente avanzato delle acque reflue.

Il decreto, infine, prevede la realizzazione di interventi per preparare e organizzare il vertice del G7 sotto la presidenza italiana (a maggio a Taormina) e sostiene la Scuola europea di Brindisi.

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