La litania stonata del governo sulle colpe “degli altri”

Focus

Dopo sei mesi di vita è intollerabile che chi governa se la prenda sempre con il Pd. E’ ora che il governo si prenda le sue responsabilità

Dopo sei mesi di vita e quasi nove mesi dalle elezioni, è intollerabile che chi governa se la prenda sempre con il PD! Dei gialloverdi, nessuno sembra volersi prendere alcuna responsabilità, e una litania sconcertante ormai si ripete su ogni provvedimento.

Faccio l’esempio del Decreto su Genova, approvato in queste ore al Senato nonostante l’introduzione di alcune norme molto pericolose per l’ambiente, denunciate dalle opposizioni e da alcuni parlamentari della maggioranza. Ogni volta che il Partito Democratico e le altre opposizioni denunciano che questo decreto sarebbe dovuto arrivare molto prima – sono già passati tre mesi dal tragico crollo del Ponte Morandi – ma è stato ritardato per inserire il condono di Ischia, ogni volta che si chiede perché non si sbloccano i lavori della Gronda, ogni volta che si levano proteste perché il governo non mantiene i suoi impegni sull’ambiente a proposito dei fanghi di depurazione, la risposta qual è?

“Ma che parlate a fare? Voi dovete tacere perché avete governato in questi anni! Guardate tutti i disastri che avete combinato! State zitti!”

Mai, ma proprio mai che sia stato fatto un tentativo di risposta nel merito. Mai che qualcuno si prenda la responsabilità politica per quello che è successo in questi mesi (il ponte è crollato il 14 agosto!). Mai un dibattito che non sia ad uso e consumo esclusivo delle telecamere e dei social media su cui rilanciano slogan e accuse prive di fondamento.

Ormai mi pare chiaro che Lega e 5 Stelle hanno una concezione assai singolare e molto pericolosa di cosa vuol dire governare. Governare significa assumersi delle responsabilità e fare delle scelte, anche coraggiose, e avere la forza di difenderle con argomentazioni solide e strutturate. Governare significa dare ascolto e rispetto alle opposizioni, sia in Aula, cardine della democrazia parlamentare, sia nella società, senza mettere il bavaglio a giornalisti e a oppositori pacifici nelle piazze.

Non è un caso che autorevoli esponenti pentastellati abbiano sostenuto il superamento del sistema parlamentare, oppure che i giornalisti siano diventati il principale bersaglio del Governo, proprio come succede nei Paesi in regressione democratica, come la Turchia, Polonia, Ungheria e Stati Uniti. Governare, infine, significa mostrare un rispetto e un ritegno istituzionale.

Ministro Toninelli, il buon governo non si fa giocando al telefono mentre è in corso la discussione del Decreto Genova, ed esultando come allo stadio alla sua approvazione, ma si fa portando rispetto alle 43 persone innocenti morte in un crollo assurdo che certifica il fallimento dello Stato e delle istituzioni.

La credibilità di un Paese passa anche da questi gesti, e se la credibilità dell’Italia viene in queste ore messa in discussione, la colpa è di chi è al timone in questi mesi, e non certo di un partito che in cinque anni di governo ha creato oltre un milione di posti di lavoro, che ha portato il Paese ai migliori tassi di crescita in dieci anni, e che è riuscita a coniugare questi importanti risultati con una graduale diminuzione del deficit/PIL.

Il PD le sue responsabilità se le è prese, e continuerà a prendersele. Continueremo a rappresentare l’opposizione democratica in questo Paese, in difesa dello stato di diritto, della democrazia, della libertà di stampa e di opinione, dei diritti delle persone, dei giovani che non devono diventare vittime di riforme pensionistiche da pagare nei prossimi decenni e delle donne messe sotto attacco dal Ddl Pillon. Lavoreremo insieme a cittadini e associazioni per rafforzare l’alternativa democratica, attraverso una seria e tenace opposizione al Governo che imponga a Lega e 5 Stelle di prendersi la responsabilità per le loro azioni.

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