M5s-Lega si spartiscono le presidenze. Governo più vicino?

Focus

Un’altra partita per l’esecutivo, ma in queste ore Di Maio e Salvini, pur mostrando i muscoli, stanno lavorando per l’alleanza

Gli incontri e i colloqui proseguono tra Salvini e Di Maio; l’obiettivo è raggiungere un accordo per le Camere, da una parte, e per il governo dall’altra. Gli ostacoli ci sono ancora, ma la volontà per superarli sembra esserci da entrambe le parti, l’obiettivo è trovare dei punti in comune su cui far lavorare il governo e far votare compatti i parlamentari leghisti e pentastellati. L’accordo sulla presidenza delle Camere è vicino: il M5S continua a chiedere Montecitorio, di conseguenza Palazzo Madama dovrebbe andare al centrodestra. La partita sarà più complessa per l’esecutivo.

La parziale retromarcia di Forza Italia

All’interno della Lega c’è qualcuno che storce il naso; per Maroni un governo con i grillini è “una missione impossibile”, ma Salvini sembra possibilista. Dopotutto il leader del Carroccio ha sempre detto di essere pronto a parlare con tutti ad eccezione del Pd. Il suo unico scoglio era fino a qualche ora fa il rispetto dei patti elettorali con gli alleati del centrodestra, in particolare con Berlusconi. Ma ora l’ex Cavaliere non sembra più del tutto contrario a un governo con i grillini come lo era al principio. Al momento guarda dalla finestra, si limita ad osservare Salvini e Di Maio che muovono i primi passi per un’intesa, stavolta per l’esecutivo. Forse Berlusconi spera ancora nelle consultazioni con il presidente Mattarella per un altro finale? In ogni caso, l’asse tra Lega e Cinque Stelle non sembra più essere un problema per Forza Italia. “I Cinque Stelle – ha detto Giovanni Toti – dato il consenso che hanno avuto dai cittadini, sono indubbiamente l’interlocutore”, ma, ha precisato, “avere un interlocutore non vuol dire essere d’accordo”. Insomma, i berlusconiani prendono tempo, ma la porta non è più completamente chiusa.

M5s, il “perno” che ha bisogno di numeri

Dall’altra parte Di Maio continua a ribadire la forza con la quale il Movimento è uscito dalle urne: “Siamo il perno di questa legislatura, siamo decisivi”, ha detto. Mostra i muscoli, ma in realtà si guarda intorno. Per l’esecutivo non guarda più solo alla Lega, ma anche ai dem, e si dice disposto anche a rinunciare a qualche ministro di quelli presentati prima del voto (mossa strategica dal punto di vista elettorale, meno dal punto di vista politico). Numeri alla mano, i Cinque Stelle hanno bisogno di un appoggio e il tempo stringe.

Si avvicinano le consultazioni al Quirinale

Per venerdì, infatti, sono convocate le prime sedute di Camera e Senato e tra il 24 e il 25 marzo dovrebbero essere eletti i rispettivi presidenti. E da lì a breve si apriranno le consultazioni al Colle; molto probabilmente subito dopo Pasqua. Quindi è possibile che già a partire dal 3 aprile il presidente della Repubblica inizi a confrontarsi con i gruppi parlamentari e i rappresentanti dei partiti per trovare un esecutivo per il Paese.

Insomma, sia i Cinque Stelle che il centrodestra stanno facendo grandi esercizi di equilibrismo per apparire allo stesso tempo forti ma anche responsabili, ma in realtà l’accordo, anche per il governo – visti i tempi e le reali possibilità di fronte a Lega e M5S – potrebbe essere vicino.

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