Ha ragione Mattarella: il caos istituzionale regna sovrano

Focus

Decreti spariti, ministri litigiosi, un premier che non coordina. Il Quirinale preoccupato

Candidamente ieri in tv il ministro leghista Centinaio ha ammesso che a lui stesso  è capitato di non sapere che fine avesse fatto questo o quel decreto. Ma ci rendiamo conto? Delle due l’una: o la burocrazia di palazzo Chigi sabota il governo, o il governo non è assolutamente in grado di padroneggiare i meccanismi istituzionali. Propendiamo per la seconda opzione. Anche perché i fatti più recenti dimostrano tutta l’imperizia di un esecutivo che pure è guidato da un sedicente giurista: dov’è il famoso decreto sblocca-cantieri? Dov’è il decreto crescita? Per non parlare del gigantesco conflitto messo su da Salvini con gli alti ranghi militari e la sua  stessa collega della Difesa Elisabetta Trenta. Basta e avanza per allarmare il presidente della Repubblica, fortemente irritato con il premier nel faccia a faccia di ieri. Abbiamo di fatto una Costituzione materiale che vede il primato degli annunci sui provvedimenti di legge; e una inedita gerarchia dei poteri che vede al suo apice il ministro dell’Interno (fra parentesi, continua il mistero sulla sorte del ministro degli Esteri, desaparecido da tempo). Mentre, infine, il titolare dell’Economia parla una lingua tutta sua chiaramente in contrasto con i dante causa (e infatti viene regolarmente bastonato da un altro ministro, il Di Maio). Ricapitolando: il caos istituzionale regna sovrano, effetto di un pasticcio politico fondato su un “contratto” ridicolo e continuamente bypassato dal protagonismo dei due partiti di governo e dai suoi due leader. Tutta legna messa a ardere, prima che divampi il fuoco del 26 maggio.

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