Il tiramolla infinito. Di Maio stoppa Salvini: “Siamo già in campagna elettorale”

Focus

Le tappe per il nuovo Governo e la corsa dei partiti

Giornata di passione anche oggi. L’ennesima dal 4 marzo. Mentre si aspettano i nomi che proporrà Mattarella, sui giornali, ormai da giornali, impazza il toto nomi. Personalità note e meno note, donne, uomini, ticket e tecnici: in qualsiasi caso un governo neutro, che traghetti fino ad elezioni o al massimo  – nella migliore delle ipotesi – fino a dicembre 2018. Alcuni giornali indicano che il Presidente vuole concedere ancora qualche ora ai vincitori per dargli modo di trovare margini per un accordo – o forse per mettere in chiaro, semmai ce ne fosse bisogno, che quell’agognato accordo non si riesce proprio a trovare-.

Molto verosimilmente l’incarico verrà assegnato nel tardo pomeriggio ( vero le 17 o le 18) al primo ministro incaricato – che in molti giurano sarà una donna, la prima nella storia del nostro Paese – che avrà poco tempo per indicare la lista dei ministri. Entro la fine della settimana infatti il Presidente si aspetta che il premier incaricato sciolga la riserva e poi entro domenica ci sia il giuramento (o al massimo lunedì). Quindi il voto di fiducia in Parlamento sarebbe possibile già a partire dalla prossima settimana.

Mentre Salvini continua a provarci…

Ad oggi ci sono ancora dei no incrociati tra Di Maio e Berlusconi. Io confermo che fino all’ultimo minuto, ci provo, a costo di sembrare uno che pecca di ottimismo e di fiducia”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Circo Massimo su Radio Capital ribadisce il suo piano, già bocciato da Mattarella. Il Presidente della Repubblica, ha spiegato Salvini, non ha dato l’incarico a lui perché “contestava il fatto che non ci fosse il 51% dei voti già sicuri al momento. Ma se noi non li avevamo perché ci mancava un pezzettino, qualunque governo tecnico è ben lontano da quei numeri. Il centrodestra ha il 42% dei seggi, quindi gli manca l’8%. Questo ipotetico Governo neutrale parte dal solo sostegno del Pd”.

Secondo il leader della Lega, “non esiste un Governo neutrale, come fa a esserlo a giugno quando a Bruxelles si discute di riforma dei trattati sull’immigrazione o del nuovo bilancio europeo? Non occorre un governo neutrale, ‘tranquillotto’. Occorre l’esatto contrario: un Governo politico, determinato e con le idee chiare. Che abbia il coraggio e l’autorevolezza di dire dei no”.

… Di Maio ha fretta

A spazzare via le speranze di Salvini ci pensa Di Maio che commenta così l’ennesimo tentativo di riavvicinamento: “Ma ci abbiamo provato 60 giorni, almeno che non ci siano colpi di scena clamorosi… Noi siamo già in campagna elettorale”. E ribadisce: “Io ho a cuore due cose: il rispetto per i cittadini italiani che non devono assistere ad ennesimi teatrini e il Presidente Mattarella al quale abbiamo già detto troppe cose, abbiamo minato troppo la sua pazienza. Se ci sono novità vanno al Quirinale e lo dicono al Presidente in modo che possa avere un panorama chiaro perché io chiaro non ce l’ho”. Di Maio poi insiste sulla necessita’ di modificare “la legge Tremaglia sugli italiani all’estero, così andiamo alle urne prima senza attendere il 22 luglio“.

Il Pd si prepara ad ogni eventualità

Il Pd ha stabilito la data dell’Assemblea per il 19 Maggio, sarà quello il giorno in cui si prenderanno le decisioni più importanti. Intervistato a ‘Di martedì’ su La7, Matteo Renzi ha indicato la sua strada, lanciando Paolo Gentiloni come candidato premier: “Tendenzialmente sarà Gentiloni, specie se si voterà presto”, annuncia. Anche se chiarisce: “Naturalmente non voglio tirarlo per la giacchetta”.

“Finché non ci sarà un sistema elettorale e istituzionale diverso questo Paese non sarà mai governato in modo chiaro. Serve una legge elettorale come quella dei sindaci, che noi avevamo messo con l’Italicum, chi vince vince. E se hai fatto una promessa a vuoto ne rispondi di fronte agli elettori – ha aggiunto Renzi – Io sono andato a casa per fare quella cosa lì, il referendum, l’Italicum ed evitare questa buffonata (post elezioni, ndr). Il Rosatellum l’hanno votato tutti tranne i cinquestelle, ma la mia proposta era l’Italicum”.

Poi non risparmia l’ennesima frecciata al leader M5s, e rivendica la posizione tenuta nei confronti del Movimento: “I partiti che hanno vinto le elezioni hanno perso il post elezioni perché hanno fatto un sacco di promesse irrealizzabili. Se fossimo andati al governo con M5S, anche con 10 poltrone, avremmo perso totalmente la faccia. Saremmo diventati l’alibi per le loro promesse a vuoto, avrebbero detto ‘c’è quel Renzi lì che non ci fa fare le cose’; così avremmo fatto un regalo alla demagogia”. Infine lancia l’invito all’unità interna: “Il Pd si tolga di dosso la polvere della rassegnazione, si metta in moto, faccia campagna elettorale, anche se a me sembra folle farla ad agosto”.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli