Gelo sulle Olimpiadi invernali

Focus

Il sottosegretario Giorgetti: “Non c’è condivisione, la proposta della candidatura a tre è morta”. Il Pd: “M5S fa saltare un’altro progetto olimpico”

“Ritengo che una cosa così importante come la candidatura olimpica debba prevedere uno spirito di condivisione che non ho rintracciato tra le tre città. Per questo il governo non ritiene che una candidatura così come formulata possa avere ulteriore corso. Questo tipo di proposta non ha sostegno del governo, è morta“.

Con queste parole il sottosegretario Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, ha messo una pietra tombale sulla candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026.

“La posizione del Governo l’ho già riferita al Coni – ha aggiunto Giorgetti – sono rammaricato di questo che ritengo anche un fallimento mio che ci ho lavorato. Una cosa così importante come le Olimpiadi deve partire con il piede giusto e questo non è successo, non c’era l’atmosfera e quindi la cosa finisce qui”.

Il governo dunque non è riuscito a trovare la quadra tra le tre città candidate (Milano, Torino, Cortina), dopo il contenzioso che si era aperto tra Sala e Appendino su quale metropoli dovesse essere la capofila delle Olimpiadi a tre, ipotizzate dal Coni lo scorso luglio.

Il sindaco di Milano Beppe Sala aveva fatto sapere che avrebbe mantenuto ferma la richiesta, diventata alla fine dirimente, di far essere Milano la città più visibile delle tre dopo che “ho saputo dell’impossibilità di una candidatura solo milanese sulla quale abbiamo lavorato con il Coni per più di un anno”. Anche perché, è stato il ragionamento del sindaco (che su questa posizione ha fatto esprimere anche il Consiglio comunale), Milano è la città più internazionale delle tre e una sua maggiore visibilità avrebbe alla fine rafforzato l’intero progetto, anche alla luce del buon esito di eventi come Expo.

Insomma, è il dubbio neanche tanto velato, Milano sarebbe stata sacrificata sull’altare di un manuale Cencelli dell’ultimo momento (con Torino governata dai Cinquestelle e Cortina dalla Lega), alla luce dell’esito delle ultime elezioni.

La decisione del governo arriva alla vigilia della presentazione ufficiale del progetto a Losanna da parte del Coni, appuntamento che a questo punto potrebbe essere definitivamente cancellato.

“Giorgetti certifica la impraticabilità della candidatura olimpica delle tre città! Il movimento 5stelle è riuscito ancora una volta per le sue divisioni a Torino e per risparmiare qualche soldo, a far saltare una candidatura olimpica”, è la posizione del Pd, nelle parole del senatore Franco Mirabelli.

“Ora – ha proseguito -,anziché cercare di scaricare su Milano responsabilità che non ha, si cerchi subito di strutturare una nuova iniziativa che possa essere sostenuta da Coni e governo per ottenere le Olimpiadi invernali nel 2026!”.

“Arrivati a questo punto  impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme. Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realta’, che si chiamano Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto”. Hanno detto nel fattempo Luca Zaia e Attilio Fontana, rilanciando una candidatura italiana ai Giochi capitanata da Milano e Cortina.

 

 

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