Il Governo pone cinque fiducie sul Rosatellum. Giovedì il voto finale

Focus

Si vuole chiudere per giovedì

Il Governo ha posto la questione di fiducia sui cinque articoli della legge Rosato in discussione al Senato.

L’obiettivo dei sostenitori della nuova legge elettorale – già passata alla Camera – è di chiudere i lavori giovedì e licenziare definitivamente il Rosatellum.

Subito dopo la richiesta di fiducia, il presidente Piero Grasso ha sospeso la seduta in Aula e ha convocato la riunione dei Capigruppo.

Si comincerà a votare domani alle 14 con la prima chiama sull’articolo 1 e si proseguirà tutto il giorno fino alle 21 circa. Le dichiarazioni di voto, invece, sono previste per giovedì mattina a partire dalle 9.30 e intorno alle 11 è previsto il voto finale.

Non sono mancate le tensioni in aula con atti di protesta, come quelli della senatrice di Sinistra Italiana Loredana De Petris che ha occupato la poltrona del presidente del Senato dopo l’annuncio del voto di fiducia e il Movimento 5 Stelle che si è seduto ai banchi del governo. Dai banchi dei Cinquestelle sono volati persino degli insulti con il senatore Andrea Cioffi che ha accusato i parlamentari del Pd di “prostituirsi” per “essere rieletti”.

Da Mdp arriva l’ennesimo paragone tra il governo Gentiloni e Mussolini, paragone al quale rispondono tanti esponenti dem tra cui il senatore Andrea Marcucci: “Mdp vuole fare un’alleanza con il partito di Mussolini? Il paragone fatto dai senatori bersaniani non è solo offensivo, è vergognoso. La cosiddetta apertura di Roberto Speranza ad un dialogo con Renzi ed il Pd era una presa in giro”.

“Noi votiamo contro queste fiducie e quindi come Mdp usciamo formalmente da questa maggioranza”, è stato l’intervento della capogruppo Mdp Cecilia Guerra alla quale ha risposto il deputato dem Roberto Giachetti con un tweet.

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