Anche stavolta era tutta una farsa

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L’ennesimo annuncio populista e poi – puntuale – arriva la retromarcia del governo. Sulla revoca delle concessioni Di Maio resta solo

Il governo per l’ennesima volta fa una parziale retromarcia e, per l’ennesima volta, si spacca con chi – questa volta Di Maio – che finge di tenere il punto e chi è costretto a rivedere le dichiarazioni iniziali. Questa volta è successo con la revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. È il problema di chi, mosso solo dallo spirito populista, cerca un colpevole senza attendere i risultati delle indagini, sostituendosi per l’ennesima volta (come nel caso dei barconi dei migranti nel Mediterraneo) all’autorità giudiziaria.

Questo fino alla ormai retromarcia che arriva puntuale dopo uno o due giorni dagli annunci. Stavolta è Toninelli a farla e a lanciare l’allarme a tutto il governo, mentre Conte già dava per certa la revoca delle concessioni. A quanto pare il ministro delle Infrastrutture avrebbe parlato con i tecnici del suo ministero (perché non lo ha fatto prima?) che lo hanno messo in guardia: la revoca costa tanto, andrebbe pagata di sicuro e per di più a pagarla sarebbero i cittadini. Per di più i tempi della revoca sarebbero molto lunghi.

E così dopo aver fatto crollare il titolo di Atlantia in Borsa, i gialloverdi decidono che non se ne fa più nulla o perlomeno che prima andrà avviata una procedura per valutare se la revoca si possa fare e in che termini.

Insomma, come sempre era tutta una farsa.

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