Il caso della Guardia costiera rifiutata dal Viminale

Focus

È la prima volta che viene impedito l’attracco di una nave battente bandiera italiana

È la prima volta che succede in Italia: il governo ha rifiutato l’approdo di un’imbarcazione della Guardia costiera, la Diciotti, con a bordo 66 migranti di cui sei sono minori.

Si tratta di persone recuperate domenica in mare a largo della Libia da un’altra nave, la Vos Thalassa, un rimorchiatore provato ma battente bandiera italiana a servizio delle piattaforme petrolifere, intervenuta prima dei soccorsi libici perché la piccola barca era sul punto di affondare. Poi i migranti sono stati trasferiti ieri intorno alle 22 sulla nave Diciotti della Guardia costiera italiana. Il trasbordo dei migranti soccorsi dalla Vos Thalassa sulla Diciotti è stato autorizzato dal comando generale delle capitanerie di porto.

Secondo quanto dichiara il ministro Toninelli e la stessa Guardia costiera, inoltre, la Diciotti è intervenuta perché il comandante della Vos Thalassa ha chiesto aiuto per una situazione di “grave pericolo” per il suo equipaggio – tutto di nazionalità italiana – in seguito ad alcuni tumulti scoppiati tra i migranti che pensavano di dover tornare in Libia.

Ma il ministro Salvini non avrebbe gradito l’intervento della nave italiana che ha preceduto le motovedette libiche; sarebbe questo, infatti, il motivo, secondo quanto riporta La Repubblica e alcune agenzie stampa, per il quale il Viminale ha rifiutato lo sbarco della nave sulle coste italiane: la “Guardia costiera italiana – riferiscono fonti del Viminale all’Agi – non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione”. Ma Roma non può effettivamente rifiutarsi di far sbarcare le persone tratte in salvo e a bordo di un’imbarcazione battente bandiera italiana. Il ministero dell’Interno probabilmente dovrà fare marcia indietro anche perché il ministero dei Trasporti ha dato il via libera allo sbarco, ma al momento il Viminale non sta dando indicazioni sul porto d’arrivo alla Diciotti.

“Sto lavorando perché anche le altre navi, private o militari, non aiutino i trafficanti di esseri umani a guadagnare altri soldi” ha fatto sapere Salvini su Facebook, ma, in realtà uno dei compiti della Guardia costiera è proprio di tutelare la sicurezza sulle navi battenti bandiera italiana e non può rifiutarsi di intervenire di fronte a una situazione di pericolo per la vita delle persone. Insomma, la propaganda del governo gialloverde inizia a scontrarsi con la realtà dei fatti. A partire proprio dai salvataggi in mare.

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