Pensioni, vaccini, migranti: ecco il contratto di governo che spaventa l’Europa

Focus

I punti principali del contratto chiuso tra M5s e Lega

“Ci sono stati degli applausi alla fine e ci siamo tutti abbracciati” racconta Rocco Casalino. Con questa scena quasi epica il contratto di governo M5s-Lega è stato chiuso. Il programma è costituito da 40 pagine e da oltre 22 punti, e adesso dovrà essere sottoposto ai due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Saranno loro infatti a dover sciogliere gli ultimi nodi: “Si tratta di 6 punti, appena 6 righe” minimizza Casalino.

Nella bozza definitiva ci sono delle differenze rispetto al programma che avevamo potuto visualizzare grazie allo scoop dell’Huffington Post: ad esempio non c’è più la richiesta della cancellazione di 250 miliardi di euro di debito da parte della Bce ma ci sono, come previsto, il reddito di cittadinanza (per cui si prevede una spesa di 15 miliardi l’anno) e la flat tax (così impropriamente detta) a due aliquote, ovvero al 20 e al 15% per autonomi e famiglie e una reale flat tax al 15% per le imprese. Come anticipato ieri, un capitolo è anche dedicato ai vaccini, in cui si legge che “va poi affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale a causa delle ultime disposizioni in materia di vaccini”. Per quanto riguarda i migranti, nella bozza si sottolinea la necessità di “scardinare il business degli scafisti” e il “superamento del regolamento di Dublino”.

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Ecco alcuni dei punti principali:

Comitato di conciliazione

“I contraenti si impegnano a tradurre questo contratto in una pratica di governo e sono insieme responsabili di tutta la politica dell’Esecutivo. I contraenti stabiliranno insieme il lavoro in ambito parlamentare e governativo e si preoccuperanno di ottenere consenso rispetto a questioni relative a procedure, temi e persone”. E’ quanto si legge nel punto 1 della bozza del contratto di Governo M5S-Lega, ora al vaglio dei leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini per la firma. “Per quanto riguarda altri obiettivi, non inclusi in questo accordo, le parti si impegnano, in primo luogo, a fornirsi tempestivamente informazioni esaurienti circa le finalità che si intendono conseguire e i relativi strumenti; in secondo luogo, a discuterne in modo adeguato, in modo da verificare la possibilità di realizzare ulteriori intese; in terzo luogo, a non mettere in minoranza l’altra parte in questioni che per essa sono di fondamentale importanza – prosegue la bozza -. Questi impegni di natura politica valgono sia all’interno del Consiglio dei ministri, sia all’interno degli organi parlamentari. Quindi, qualora nel corso dell’azione di governo emergano diversità per quanto concerne l’interpretazione e l’applicazione del presente accordo, le parti si impegnano a discuterne con massima sollecitudine e nel rispetto dei principi di buona fede e leale cooperazione. Nel caso in cui le diversità persistano, verrà convocato un Comitato di conciliazione”.

“Ove possibile, le azioni riguardanti i temi controversi saranno sospese per almeno dieci giorni, in modo da dare al Comitato di conciliazione il tempo necessario per raggiungere un’intesa e suggerire le scelte conseguenti – spiegano M5S e Lega -. Pertanto, i contraenti si confronteranno in un Comitato di conciliazione: per giungere ad un dialogo in caso di conflitti al fine di risolvere i problemi e le divergenze rilevanti; per addivenire ad una posizione comune con riferimento a tematiche estranee al presente contratto ovvero a questioni con carattere d’urgenza e/o imprevedibili al momento di sottoscrizione del presente contratto (crisi internazionali, calamita’ naturali, problemi di ordine e salute pubblici); quando ciò sia richiesto da uno dei contraenti per esaminare questioni ritenute fondamentali. Il Comitato è composto da: il Presidente del Consiglio dei Ministri, il capo politico del MoVimento 5 Stelle e il Segretario federale della Lega, i Presidenti di gruppo parlamentare di Camera e Senato delle due forze politiche; il Ministro competente per materia”. “Alle riunioni partecipa anche come uditore il membro del Governo responsabile dell’attuazione del programma nonché altri eventuali soggetti individuati dal Comitato. Il Comitato delibera a maggioranza dei due/terzi dei componenti – si legge ancora -. Il Comitato, dopo un’attenta analisi e valutazione del rapporto tra costi e benefici, adotterà le opportune decisioni con riferimento alla realizzazione e al completamento delle opere pubbliche di rilievo nazionale non espressamente menzionate nel presente contratto”.

Legge Fornero

“Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cosiddetta Fornero, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti”. “Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza. Prorogheremo la misura sperimentale ‘opzione donna’ che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili”.

Debito pubblico e tasse

“L’azione di Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di ricette basate su tasse e austerità, politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo, bensì per il tramite della crescita del PIL attraversa la ripartenza della domanda interna e con investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie”.  “Al fine di consolidare la crescita e lo sviluppo del Paese riteniamo necessario scorporare la spesa per investimenti pubblici dal deficit corrente in bilancio, come annunciato più volte dalla Commissione europea e mai effettivamente e completamente applicato – prosegue il contratto -. Riteniamo opportuno, come evidenziato dalla Corte dei Conti, intervenire per avere la massima trasparenza sulle operazioni in derivati effettuate sia dallo Stato che dagli enti locali con l’obiettivo di valutare le possibilità di miglioramento della spesa legata a tali strumenti. Ci attiveremo in sede europea per proporre che i titoli di stato di tutti i Paesi dell’area euro già acquistati dalla banca centrale europea con l’operazione del quantitative easing siano esclusi pro quota dal calcolo del rapporto debito-PIL”.

Poi un passaggio evidenziato in rosso, perché necessita ancora di un vaglio politico di Di Maio e Salvini: “Per quanto riguarda le politiche sul deficit si prevede una programmazione pluriennale volta ad assicurare il finanziamento delle proposte oggetto del presente contratto attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la gestione del debito e un appropriato ricorso al deficit”.

“Il contesto che ci caratterizza rende pertanto necessaria l’adozione di ‘coraggiose e rivoluzionarie’ misure di riforma, nell’ottica di una riduzione del livello di pressione fiscale e di un miglioramento del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti. Punto di partenza è la revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese, con particolare riferimento alle aliquote vigenti, al sistema delle deduzioni e detrazioni e ai criteri di tassazione dei nuclei familiari. La parola chiave è ‘flat tax’, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta in armonia con i principi costituzionali”. Per Lega e M5S la finalità delle due aliquote “è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della ‘no tax’ area. Una maggiore equità fiscale, dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese. Gli effetti che conseguono sono: maggiore risparmio di imposta, maggiore propensione al consumo e agli investimenti, maggiore base imponibile tassabile grazie anche al recupero dell’elusione, dell’evasione e del fenomeno del mancato pagamento delle imposte”.

Proprio questo passaggio sulle aliquote e’ evidenziato in rosso, perché necessita ancora di una valutazione politica di Di Maio e Salvini. Nella premessa del punto 10 si dichiara “l’intenzione di voler sterilizzare la clausole di salvaguardia che comportano l’aumento delle aliquote IVA e accise in quanto sarebbe un colpo intollerabile per famiglie e imprese nonché provvedere alla correzione dell’extra tassazione sulle sigarette elettroniche. Inoltre intendiamo eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”, e poi si spiegano le basi delle proposte fiscali. “In conseguenza dell’elevata pressione fiscale presente in Italia, la capacita’ di spesa delle famiglie e imprese per consumi e investimenti e’ inadeguata, con standard quantitativi e qualitativi inferiori alla media europea – si legge nella bozza -. Allo stesso tempo, la burocrazia è molto articolata e impegna i contribuenti in ore di adempimenti, con rilevanti aggravi economici per essere in regola con il fisco. Tutto ciò incide negativamente sulla qualità del rapporto tributario con i contribuenti e sulla competitività del comparto produttivo italiano”.

Reddito di cittadinanza

“Il reddito di cittadinanza (RdC) è una misura attiva rivolta al cittadino al fine di reinserirlo nella vita sociale e lavorativa del Paese. Garantisce la dignità dell’individuo e funge da volano per esprimere le potenzialità lavorative del nostro Paese, favorendo la crescita occupazionale ed economica. La misura si configura come uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini che versano in condizione di bisogno; l’ammontare dell’erogazione è stabilita in base alla soglia di povertà relativa calcolata sia per il reddito che per il patrimonio”. “L’ammontare è fissato in 780,00 euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala OCSE modificata per nuclei familiari più numerosi. A tal fine saranno stanziati 17 miliardi annui – prosegue la BOZZA -. Al fine di consentire il reinserimento del cittadino nel mondo del lavoro, l’erogazione del reddito di cittadinanza presuppone un impegno attivo del beneficiario che dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego (massimo tre proposte nell’arco temporale di due anni), con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento dell’attività lavorativa richiesta”. L’arco temporale dei due anni deve peroò passare ancora la valutazione di Di Maio e Salvini. “La misura si basa su due direttrici guida che sono da un lato la tipologia di professionalità del lavoratore in questione e dall’altro la sinergia con la strategia di crescita economica mirata all’obiettivo della piena occupazione, innescata dalle politiche industriali volte a riconvertire i settori produttivi così da sviluppare la necessaria innovazione per raggiungere uno sviluppo di qualità”.

Immigrazione

“La questione migratoria attuale risulta insostenibile per l’Italia, visti i costi da sostenere e il business connesso, alimentato da fondi pubblici nazionali spesso gestiti con poca trasparenza e permeabili alle infiltrazioni della criminalita’ organizzata. E’ al contempo intollerabile per i diritti dei soggetti ai quali dovrebbe essere riconosciuto lo status di rifugiato politico”. “Il fallimento dell’attuale sistema di gestione dei flussi migratori rischia di mettere in discussione gli stessi accordi di Schengen. L’Italia deve ricoprire un ruolo determinante ai tavoli dei negoziati europei in merito alle politiche di asilo e di immigrazione. Si deve puntare alla riduzione della pressione dei flussi sulle frontiere esterne e del conseguente traffico di esseri umani e contestualmente, nella medesima ottica, ad una verifica sulle attuali missioni europee nel Mediterraneo, penalizzanti per il nostro paese, in particolare per le clausole che prevedono l’approdo delle navi utilizzate per le operazioni nei nostri porti nazionali, senza alcuna responsabilità condivisa dagli altri stati europei. E’ necessario il superamento del regolamento di Dublino. Attraverso il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell’UE in base a parametri oggettivi e quantificabili, e il reindirizzo delle domande di asilo verso altri paesi deve garantirsi il rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità sancito dal Trattato sul funzionamento dell’UE”.

Per M5S e Lega “è imprescindibile scardinare il business degli scafisti che ha causato sbarchi e morti nel Mar Mediterraneo e smantellare le organizzazioni criminali internazionali per la tratta degli esseri umani, con ulteriore cooperazione e coinvolgimento della polizia giudiziaria di altri paesi europei”. Poi un passaggio che in alcune frasi deve ancora passare dalla valutazione politica di Di Maio e Salvini: “La valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale deve avvenire nei Paesi di origine o di transito, col supporto delle Agenzie europee, in strutture che garantiscano la piena tutela dei diritti umani. Inoltre riteniamo che si debbano implementare gli accordi bilaterali, sia da parte dell’Italia sia da parte dell’Unione europea, con i Paesi terzi, sia di transito che di origine, in modo da rendere chiare e rapide le procedure di rimpatrio. Occorre prevedere, contestualmente, l’individuazione di sedi di permanenza temporanea finalizzate al rimpatrio, con almeno uno per ogni regione, previo accordo con la Regione medesima, e con una capienza tale da garantire il trattenimento di tutti gli immigrati il cui ingresso o soggiorno sia irregolare, presenti e rintracciati sul territorio nazionale”.

Politica estera

“La politica estera dei prossimi anni dovrà imperniarsi su alcuni elementi chiave di primaria importanza. L’impegno è realizzare una politica estera che si basi sulla centralità dell’interesse nazionale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Stati”. “Si conferma l’appartenenza all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti di America quale alleato privilegiato, con una apertura alla Russia, da percepirsi non come una minaccia ma quale partner economico e commerciale. A tal proposito è opportuno il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia, da riabilitarsi come interlocutore strategico al fine della risoluzione delle crisi regionali (Siria, Libia, Yemen). E’ inoltre necessario rifocalizzare l’attenzione sul fronte del Sud. Non costituendo la Russia una minaccia militare, ma un potenziale partner per la Nato e per l’Ue, è nel Mediterraneo che si addensano più fattori di instabilità quali: estremismo islamico, flussi migratori incontrollati con conseguenti tensioni tra le potenze regionali. Nella regione l’Italia dovrebbe intensificare la cooperazione con i Paesi impegnati contro il terrorismo”.

Ilva

“Con riferimento all’ILVA, ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere alla bonifica, sullo sviluppo della green economy e delle energie rinnovabili e sull’economia circolare”.

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