Chi guiderà il governo? La spina nel fianco di Salvini e Di Maio

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Archiviata la questione contratto, i due leader si tornano ad incontrare per decidere chi sarà il Presidente del Consiglio

I leader di M5S e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, sono alla Camera. Tornano ad incontrarsi ufficialmente per definire gli ultimi dettagli dell’accordo di governo. Ma la questione chiave è scegliere ed indicare il premier. Il problema infatti rimane sempre quello: chi guiderà il ‘governo del cambiamento’?

Archiviata la questione contratto, dopo giorni di incontri, Lega e M5s hanno concluso il tavolo tecnico. Ma ora la discussione si sposta sulla necessità di un nome. E non è una questione secondaria.

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In questi giorni ne abbiamo sentite davvero tante con smentite, indiscrezioni, staffette e premier terzi. Ma la verità è che quel nome proprio non riesce ad uscire. E le cose cambiano in continuazione.

Le ultime indiscrezioni darebbero i due partiti d’accordo sull’ipotesi di un parlamentare Cinque Stelle come primo ministro. Già ieri circolavano dei nomi: lo stesso Di Maio, Bonafede, Fraccaro, Crimi e Spadafora. Esisterebbe una rosa di nomi ma al Colle ne verrebbe portata soltanto uno. Bisognerà capire quale.

Se i leghisti dovessero lasciare la guida del governo ai 5 Stelle non rinuncerebbero mai ai ministeri chiave, già indicati da tempo. Salvini non ha mai nascosto l’aspirazione di guidare il ministero degli Interni e sono anche molto interessati a quelli dell’Agricoltura e della Giustizia.

Del tutto tramontata – per il momento- l’ipotesi staffetta che ieri sembrava invece in pole position. Viene infatti considerata troppo rischiosa dal momento che, in un clima di ‘collaborazione’ tra le parti ma anche di ‘reciproci sospetti’, molti temono che il governo giallo-verde non duri a lungo. Per questo la volontà è di puntare su provvedimenti incisivi sin dal primo anno, anche se c’è la consapevolezza che per alcune norme servirà del tempo, come per il reddito di cittadinanza per il quale, viene spiegato, serviranno almeno un paio d’anni perché entri in vigore.

I nodi da sciogliere sul contratto

Ci sono delle questioni da risolvere ancora sui temi del contratto di governo. Per lo più sono questioni relative alla costituzionalità di alcune ipotesi, come quella relativa al referendum sulle moschee. Il testo del contratto di governo è comunque per lo più quello diffuso, salvo piccole modifiche e l’obiettivo è di diffonderlo entro oggi: non solo alla stampa ma anche sul territorio, agli attivisti che dovranno poi illustrarlo, nei gazebo, al popolo 5 stelle e a quello leghista che dovranno poi votare nel weekend.

Quello di questa mattina fra Di Maio e Salvini è l’unico incontro previsto per oggi, dal momento che il leader della Lega alle 15 lascerà Roma per la Val d’Aosta, dove è atteso alle 18 per un comizio. E anche Di Maio partirà nel tardo pomeriggio per Monza, dove incontrerà gli imprenditori.

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