Cgil, Cisl e Uil insieme contro il governo. Landini: “In piazza contro una manovra miope e recessiva”

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Attesi a Roma oltre di 1.300 pullman, 12 treni, 2 navi dalla Sardegna, più di 1.000 voli, oltre a tutta la partecipazione auto-organizzata

“Aprire un vero confronto sul futuro del Paese, mettendo in campo un serio piano di investimenti, una vera riforma fiscale e affrontando la questione Mezzogiorno. Che non solo è stato dimenticato ma vede addirittura ridotti i fondi”. Così il segretario generale Cgil, Maurizio Landini, su La Stampa alla vigilia della manifestazione dei sindacati che si terrà domani a Roma lancia la sua idea di Paese. “Purtroppo gli indicatori sono più negativi del previsto. E questo conferma la necessità di rilanciare con forza un piano straordinario di investimenti”, afferma Landini.

Quale migliore occasione, quindi, se non la piazza per presentare un diverso modello di sviluppo lanciando un segnale forte di dissenso al governo e proponendo, attraverso una piattaforma unitaria discussa in centinaia di assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale, soluzioni alternative rispetto a quelle contenute nella legge di bilancio. “Sarà una manifestazione molto partecipata – dice a Rassegna Maurizio Landini – e servirà a dimostrare, semmai ce ne fosse bisogno, che il movimento sindacale è più vivo che mai, e sarà ancora una volta al fianco di lavoratori, precari e pensionati per offrire una speranza di cambiamento e proporre un’idea di Paese”.

Attesi a Roma oltre di 1.300 pullman, 12 treni, 2 navi dalla Sardegna, più di 1.000 voli, oltre a tutta la partecipazione auto-organizzata. È quanto hanno fatto sapere i segretari organizzativi di Cgil, Cisl e Uil Nino Baseotto, Giorgio Graziani e Pierpaolo Bombardieri durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione. Quella di sabato annunciano Cgil Cisl e Uil sarà una manifestazione “pacifica e di esaltazione della democrazia” dal titolo evocativo: “Futuro al Lavoro”.

Le critiche al Governo e le proposte

Il nuovo segretario Cgil in varie interviste non fa sconti a quello che definisce un esecutivo “perennemente in campagna elettorale”. “Si è presentato come il governo del cambiamento, e rispetto ai temi del lavoro non ha cambiato un bel niente”, il decreto dignità “è stato fatto male”, “i progetti sull’autonomia differenziata non risolvono i problemi del Paese ma anzi allargano le disuguaglianze” e anche sull’articolo 18 non si è andati oltre alle promesse. “L’M5S aveva detto di volerlo ripristinare e poi se ne sono dimenticati”. “E poi bisogna ragionare di Europa: bisogna cambiarla, è vero. Ma per farlo occorre costruire alleanze, come stiamo facendo noi sindacati che il 26 marzo a livello europeo manifesteremo tutti assieme a Bruxelles”.

Parole dure sono poi rivolte al vicepremier 5 stelle Di Maio che ha criticato l’iniziativa dei sindacati dicendo “non scendevano in piazza contro la Fornero”, il neosegretario della Cgil ha risposto piccato in diretta a Circo Massimo, su Radio Capital: “Forse Di Maio non c’era. Facemmo manifestazioni e scioperi generali sia contro la Fornero che contro il Jobs Act. Come CGIL abbiamo raccolto firme per sostenere referendum e abrogare leggi sbagliate. Di Maio ha paura anche della sua ombra. Dire che non siamo rappresentativi quando abbiamo 12 milioni di iscritti vuol dire che si ha paura del confronto, paura di non essere in grado di reggere il confronto. Lui sa perfettamente che i sindacati hanno consegnato un testo e delle proposte al governo. Non diciamo che quello che il governo ha fatto non ci piace, ma che ci sono tante cose da fare che nella manovra non ci sono”.

La manifestazione

L’appuntamento è per sabato 9 febbraio a Roma in Piazza della Repubblica alle ore 9, dove partirà il corteo che percorrerà via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, e arriverà in Piazza San Giovanni in Laterano. (Mappa percorso)

Sul palco, prima dei comizi conclusivi, prenderanno la parola sei tra delegati e delegate per dare voce a tutti i settori e le generazioni del mondo del lavoro. Intorno alle ore 12.00 prenderanno la parola i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio LandiniAnnamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

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