Vi spiego il mio impegno in Francia contro il nazionalismo

Focus

Siamo cittadini della stessa grande comunità democratica, l’Europa, contro le risposte autodistruttive dei nazionalisti

Ho sempre creduto che in politica e in Europa gesti simbolici e coraggiosi sono necessari: indicano una via, aprono gli occhi, accendono i fari su problemi da superare e opportunità da cogliere. Me lo ha insegnato Marco Pannella, che è stato anche il primo da cui ho sentito parlare di politica transnazionale, quando ero uno stagiaire al Parlamento europeo negli anni ‘90.

Per questo, sin dal primo momento, ho pensato di dedicare all’esempio di Marco questo mio gesto, la mia campagna elettorale in Francia e ora la scelta di entrare nella squadra del primo ministro francese, Èdouard Philippe, per offrire il mio contributo e la mia esperienza nelle relazioni con il Parlamento europeo e nel monitoraggio delle nuove istituzioni europee.

Sono fortemente convinto che questo tipo di iniziative siano l’unico modo per far nascere veramente dei movimenti transnazionali senza i quali non ci sarà mai una vera democrazia europea. Se vogliamo crearli dobbiamo incarnarli: questa è l’unica via per far camminare le buone idee nel nostro Continente. Perché i cittadini eleggono rappresentanti all’Europarlamento ma sentono Strasburgo distante, e ciò accade anche perché non esistono dei movimenti politici e dei leader veramente europei, eletti direttamente dalla popolazione.

 

Dobbiamo dunque cambiare il nostro modo di ragionare, pensarci come europei di cittadinanza italiana o europei di cittadinanza francese, e capire che siamo cittadini della stessa grande comunità democratica. Su questo non ci sono frontiere ma visioni comuni che si confrontano per il presente e il futuro dell’Europa. E da Matignon a Parigi porterò avanti lo stesso progetto Europeo per cui mi sono battuto quando ero al Berlaymont, alla Presidenza della Commissione europea e a Palazzo Chigi, alla Presidenza del Consiglio.

Perché solo un’Europa unita, davvero sovrana e democratica ci permetterà di vincere molte sfide e di tutelare i nostri interessi contro gli Stati-imperi continentali, come Cina, India, Russia e Usa.

Dobbiamo costruire un’Europa che moltiplichi le nostre protezioni, le nostre sicurezze e le nostre libertà. Un’Europa giusta e potente. Giustizia sociale, con un salario minimo europeo. Giustizia ecologica, con una banca per il clima. Giustizia fiscale, con la giusta tassazione delle grandi multinazionali. Potenza tecnologica, per uno sviluppo coerente e conforme ai nostri valori, a partire dall’Intelligenza artificiale. Potenza politica, per tutelare i nostri interessi nel nuovo disordine globale. Potenza democratica, costruendo veri movimenti politici transnazionali e preparando la nuova riforma europea, organizzando una Conferenza europea e promuovendo la partecipazione più ampia e diretta dei cittadini europei mai avvenuta nella storia dell’Unione.

Sono alcuni pilastri che abbiamo in mente, non le riposte nazionaliste che sono solo autodistruttive.
Questo è quello che potremo realizzare insieme, superando gli stretti confini della politica nazionale, per costruire l’Europa che vogliamo.

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