Il Rosatellum fa traboccare il vaso. Grasso lascia il Pd

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Il presidente del Senato passa al gruppo misto: “Una scelta sofferta”

Il presidente del Senato Piero Grasso ha rassegnato le dimissioni dal Gruppo del Partito democratico e, secondo quanto previsto dal regolamento di Palazzo Madama, sarà iscritto d’ufficio al gruppo misto.

La notizia – comunicata tramite una nota di Palazzo Madama – è arrivata poche ore dopo l’approvazione del Rosatellum in Senato. La decisione è dovuta alla scelta di porre la fiducia sulla riforma della legge elettorale. Per evitarlo, Grasso si era mobilitato già nei giorni precedenti. “Politicamente e umanamente la misura è colma – ha detto Repubblica il presidente del Senato – Io non mi riconosco più nel merito e nel metodo di questo Pd. Assisto a comportamenti che imbarazzano le istituzioni e ne minano la credibilità e l’indipendenza. Non mi riconosco nemmeno nelle sue prospettive future”.

“La verità, in questi giorni, mi è apparsa in tutta la sua evidenza – ha aggiunto – ormai io non condivido più la linea di questo Pd. Se non fossi stato il presidente del Senato non avrei votato né la legge elettorale, né tanto meno la fiducia”. Per Grasso si tratta di “una scelta sofferta, ma è l’unica che possa certificare la distanza, umana e politica, da una deriva che non condivido. Ovviamente la mia scelta non scalfisce in alcun modo la mia imparzialità nei futuri comportamenti da presidente”.

Sulla decisione della seconda carica dello Stato si è espressa la presidente della Camera Laura Boldrini: “Conoscendo il presidente Grasso sarà stata una decisione molto ponderata e molto sofferta, quindi ritengo che vada rispettata”.

Dal Pd è il senatore Andrea Marcucci a commentare le parole di Grasso sulla legge elettorale che secondo il dem “non sono condivisibili. La seconda carica dello Stato sa bene che il presidente della Repubblica aveva più volte ammonito il Parlamento a fare una legge elettorale omogenea. Inoltre Grasso sa anche perfettamente che il ricorso al voto segreto avrebbe favorito nuove imboscate, impedendo al Parlamento di intervenire. La verità è che il Pd si è assunto l’onere di rafforzare le istituzioni”.

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