Vince la destra. Syriza recupera, ma la rimonta non riesce

Focus

Il nuovo premier greco: “I cittadini greci meritavano di meglio, e ora spetta a noi darne dimostrazione”. Tsipras: “Lasciamo a testa alta”

Dopo quattro anni si esaurisce l’esperienza di Alexis Tsipras. Il leader di Syriza aveva ereditato un Paese sull’orlo del precipizio (forse anche oltre) e con riforme e sacrifici in questi anni era riuscito a risalire la china. Ma questo non è bastato e i cittadini greci hanno scelto nuovamente il partito di centrodestra Nea Demokratia, il partito che aveva affondato la Grecia. Il nuovo premier sarà dunque il leader di Nd Kyriakos Mitsotakis che con il 39,85% ha conquistato 158 dei 300 seggi. Nonostante la sconfitta Syriza ha fatto registrare una buona prestazione con il 31,53%. Rispetto al 2015 il partito di Tsipras ha perso circa 4 punti percentuali, conquistando però oltre 200mila voti in più rispetto a cinque anni fa. L’affluenza è stata molto alta e ha fatto la differenza.

Dietro i due partiti principali si sono piazzati, a molta distanza, la coalizione di centrosinistra KINAL che ha conquistato l’8,1% e i comunisti del KKE con il 5,3%. In Parlamento anche il partito dell’ex ministro dell’economia  Yanis Varoufakis MeRA25, che ha raccolto il 3,44% per un totale di 9 seggi. Entra in Parlamento anche Soluzione Greca, un nuovo partito di destra nazionalista che ha raggiunto il 3,70%  e 10 seggi. Crolla l’altro partito di estrema destra Alba Dorata passato dal 6,99% di quattro anni fa al 2,93% di queste elezioni. Dunque l’opposizione sarà quasi esclusivamente di centro-sinistra, che se non fosse diviso in così tante sigle avrebbe vinto agevolmente.

Le promesse di Kyriakos Mitsotakis – l’abbassamento delle tasse su tutte – hanno convinto i greci. Altro punto a favore del leader di Nd sembra sia stato l’opporsi allo storico accordo siglato da Tsipras con la Macedonia Settentrionale, che ha risolto una disputa diplomatica e culturale che andava avanti da decenni, ma che non è piaciuto molto ai cittadini greci. Il neo premier , che ha già giurato, ha rimarcato: “I cittadini greci meritavano di meglio, e ora spetta a noi darne dimostrazione”. Da parte sua l’ex premier si è congedato con l’orgoglio di aver salvato il Paese:  “Lasciamo a testa alta, quattro anni fa ci siamo occupati di un Paese sull’orlo della bancarotta, e lasciamo un Paese libero (dai salvataggi), in crescita e con riserve nelle sue casse, con l’interesse del debito al minimo storico. Abbiamo fatto scelte difficili che abbiamo pagato politicamente – ha aggiunto pensando forse all’intesa per il nuovo nome della Macedonia – ma siamo qui per restare e questa per me non è una sconfitta”.

Per Mitsotakis, che ha ricevuto le congratulazioni dei premier europei, si presenterà subito una sfida. Oggi all’Eurogruppo la lente d’ingrandimento sarà nuovamente sulla Grecia. Motivo: il possibile scostamento tra gli obiettivi di avanzo primario 2019 imposti dai creditori e la performance dei conti pubblici. Le promesse di taglio delle tasse sembrerebbero essere lontani dalla realizzazione, salvo un accordo con i vertici europei.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli