Il nostro riformismo che parla a tutti

Focus

Si apre oggi l’iniziativa della componente “Base Riformista” a Montecatini

Ha ancora un significato continuare a proporre una politica riformista? C’è ancora posto per i riformatori in un panorama politico, non solo italiano, in costante fibrillazione? E’ sensato continuare a sostenere la necessità del riformismo? Non si pensi che siano domande retoriche. Così come la risposta, che è certamente sì, non è né scontata né automatica.

Viviamo un tempo nel quale le certezze che sembravano acquisite una volta per tutte, in particolare per ciò che caratterizza quella che chiamiamo democrazia liberale, sono minacciate e messe in pericolo da una sfida politico culturale nazionalpopulista che è molto più elaborata e raffinata di come appare dalle parole e dagli atteggiamenti dei suoi interpreti, o quantomeno da chi oggi in Italia ne è il portabandiera.

E’ una sfida vera, che in Italia si concretizza nel costante attacco alla divisione e agli equilibri dei poteri (Salvini) e dall’altro lato nella spinta all’affermazione di una “democrazia diretta” (Di Maio) che tolga di mezzo le istituzioni rappresentative e che, ce lo dice la storia, si risolve inevitabilmente in un plebiscitarismo antidemocratico. Il tutto accompagnato da una precisa strategia sul versante delle politiche che opportunisticamente non ha nessuna intenzione di risolvere le questioni decisive per la vita dei cittadini, ma solo alimentare le paure e le insicurezze.

Ecco, qui sta la differenza profonda, l’alternativa radicale tra chi intende smontare i cardini che reggono la nostra convivenza e non risolve i problemi e chi invece si pone l’obiettivo di cambiare per rendere migliore, più giusta e più equa l’Italia, con un costante anelito di riforma. D’altra parte ri-formare non vuol dire altro che dare continuamente forma nuova alla nostra democrazia per renderla capace di andare incontro alle paure e alle speranze dei cittadini.

Con questo spirito e con queste intenzioni si apre oggi l’iniziativa di Base Riformista a Montecatini. Un contributo di approfondimento e di riflessione per il PD e per il suo ruolo e la sua funzione nel contesto mutato. A partire da una certezza: se oggi il PD è l’unica alternativa vera al nazionalpopulismo, la sua identità riformista profonda e originaria può e deve trovare pratica attuazione quotidiana a partire da un’opposizione senza sconti all’attuale governo e insieme all’elaborazione comune di proposte concrete ed efficaci di governo da presentare ai cittadini per convincerli e per tornare a vincere.

Perché se il riformismo è per il governo delle cose, per la soluzione dei problemi, per le persone, allora non può che parlare a tutti, rivolgersi alla comunità nazionale nel suo complesso, tenere aperto un dialogo e un confronto largo e ampio con le diverse articolazioni della società. Questo significa un PD a vocazione maggioritaria. Tutt’altra cosa dall’autosufficienza, anzi il contrario. Un partito che, forte della sua identità valoriale e della sua pratica democratica, caso unico nel nostro Paese, sa ascoltare e proporre una visione di una società più giusta, più equa, più forte.

E’ chiaro che non siamo più in un sistema bipolare, che la legge elettorale ha un impianto complessivamente proporzionale, che ragionare sulle alleanze è una opportunità che va perseguita. Tuttavia questo non deve distogliere il PD dal suo compito di essere la proposta di governo per tutti. Una proposta certamente da elaborare insieme a chi nella società italiana non si vuole rassegnare alla logica nazionalpopulista, insieme per un’alleanza popolare prima ancora che di sigle.

Per un PD che ha questa vocazione nel suo DNA e che si vuole proporre come la possibile risposta più efficace alle questioni della contemporaneità, Base Riformista porterà in questa tre giorni le sue idee e le sue proposte e presenterà un Manifesto dell’Italia riformista che possa contribuire al protagonismo del PD nella società italiana e nello scenario europeo.

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