Guillermo Del Toro trionfa a Venezia con “The Shape of Water”

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Il fantasy del regista messicano si aggiudica il premio più ambito. Migliore attrice Charlotte Rampling per la sua interpretazione nel film Hannah dell’italiano Andrea Pallaoro

È il messicano Guillermo Del Toro ad aggiudicarsi il Leone D’Oro con The Shape of Water, un fantasy in bilico tra thriller e storia d’amore che ha messo d’accordo tutti. In una rassegna in cui molte pellicole riflettevano sul grigiore contemporaneo, tra le ombre dell’Occidente post-Trump, i conflitti bellici e le tensioni migratorie, è una favola cruda e diretta, dai contorni metaforici, a catalizzare consensi e offrire uno squarcio su possibili scenari alternativi alla nostra realtà claustrofobica. Ambientato negli anni della guerra fredda, il lungometraggio del regista messicano racconta la storia d’amore tra una donna muta e una straordinaria creatura anfibia dotata d’intelligenza e sensibilità sovruamne: “Dedico questo premio a tutti i filmmaker sudamericani che sognano di raccontare qualcosa attraverso il genere fantasy” ha dichiarato Del Toro, ribattezzando il premio vinto “Sergio Leone”, in omaggio al grande regista italiano.

Schermata 09-2458007 alle 01.23.52Un po’ d’Italia tra i premiati grazie alla Coppa Volpi vinta da Charlotte Rampling, per la sua interpretazione nel film Hannah dell’italiano Andrea Pallaoro. L’attrice britannica, nel ruolo di un’anziana donna che si trova a dover gestire un’improvvisa e dolorosa condizione di solitudine a causa dell’arresto del marito, ha convinto i giurati. “Quella del personaggio che ho interpretato – ha dichiarato l’attrice – è una condizione che non si può conoscere, a meno che di non trovarcisi dentro. La mia è stata un’emozione fortissima”. l’Italia ottiene anche il Premio Orizzonti per il miglior film: NICO 1988 di Susanna Nicchiarelli. Un ritratto della musa dei Velvet Underground, raccontata negli ultimi mesi della sua vita.

Già vincitore del Leone D’Oro otto anni fa con ‘Lebanon’, girato interamente in un carro armato, l’israeliano Samuel Maoz si aggiudica il Gran Premio della Giuria con il suo Foxtrot: il tema rimane sempre quello della guerra, trattato, in questo caso, attraverso il racconto del dolore di un padre che perde il proprio figlio in guerra. Il Leone d’argento va invece a Xavier Legrand con il suo JUSQU’A’ LA GARDE (che si aggiudica anche il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima), ritratto di una famiglia alle prese con una contrastata separazione e con il problema dell’affidamento dei figli.

La Coppa Volpi al miglior attore se l’aggiudica Kamel El Basha, protagonista della pellicola libanese THE INSULT di Ziad Doueiri; mentre il premio per la migliore sceneggiatura è andato a Martin McDonagh per il film THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI, una commedia dalle tinte dark che vede come protagonista Frances McDormand. di cui è anche regista.

Il Premio Speciale della Giuria va invece a SWEET COUNTRY di Warwick Thornton, western dalle tinte fosche che abbraccia il dramma degli aborigeni, riuscendo ad elevarsi a pellicola di denuncia nell’indagare gli abissi del razzismo. Da segnalare, infine, la vittoria del Premio Mastroianni da parte di Charlie Plummer, attore statunitense di diciott’anni. Protagonista del film Lean on Pete del britannico Andrew Haigh, il novello astro nascente del cinema americano ha davanti a sé una carriera molto promettente: è già stato scelto, infatti, da Ridley Scott per il ruolo di John Paul Getty III nel film All the Money in the World.

 

 

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