I Bee Gees del M5S. Controffensiva mediatica dei tre capi, stasera a reti unificate

Focus

Di Battista, Fico e Di Maio provano a difendersi. Senza confrontarsi con gli altri partiti

A differenza delle tre scimmiette che non vedono non sentono non parlano, i tre uomini forti del M5S provano a parlare, a gridare la purezza del Movimento, tentano di ripartire con un video postato su Facebook per scrollarsi la polvere di Quarto. Sembrano i Bee Gees degli anni anni Settanta (Roberto Fico persino somiglia a uno dei fratelli Gibb), con Di Battista nella parte di “bravo presentatore”, Fico più “umano” e infine Luigi Di Maio, mesto e furioso insieme, che annuncia querele come i politici della Prima Repubblica, e tutti e tre promettono sfracelli: altro che autocritica, “noi siamo i Cinque Stelle, mica siamo il Pd”, e che diamine.

Il sindaco – “Rosa” – non ha fatto nulla di male ma si deve dimettere, e sapete perché? Perchè “anche tre voti della camorra” sono inaccettabili, dice Dibba: bene, bravo, spiegalo a Beppe che aveva detto che comunque quei voti camorristici “non sono determinanti”.

Baldanzosi, i Bee Gees del M5S, ma qui non c’è nessuna febbre del sabato sera, c’è molta ansia invece, e la comunicano – loro malgrado. Vogliono innanzi tutto tranquillizzare i loro seguaci, e si comprende, ma appaiono troppo su di giri, o giù di corda, a seconda dei frame del video. Soprattutto lui, Di Maio, all’inizio è mestissimo, solo quando parla ritrova la verve del capo ma non è che appaia molto convincente.

 

Non sapevamo del ricatto, dicono i tre tenorini a cinque stelle. Come dire: non abbiamo capito quello che i compagni di Quarto ci dicevano. Delle due l’una: o sapevano e hanno taciuto, o sono completamente incapaci. Non sono camorristi, sono politicamente inaffidabili, perché forse vivono in un mondo tutto loro, fuori dalla realtà. E si basi che è che è la diagnosi migliore che si possa fare.

Stasera poi la grande offensiva a reti unificate. Per un partito che all’inizio della sua ascesa teorizzava l’assenza dai talk show, schifava il teatrino mediatico, rifiutava il confronto con gli altri, è una bella svolta, un pochettino berlusconiana. Saranno i super-ospiti di Gianni, Gruber, Floris. Con un unico elemento di coerenza: il rifiuto di dibattere con gli altri partiti. “Mica siamo il Pd”.

 

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