I veri numeri dell’emergenza migranti nel 2016

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Ecco i dati del Viminale, aggiornati al 31dicembre

Nel 2016 sulle coste italiane sono sbarcati 181.436 Migranti, il 17,94% in più dell’anno precedente (153.842) e il 6,66% in più di due anni prima (170.100). Il dato, aggiornato al 31 dicembre, è stato reso noto dal Viminale, secondo cui il Paese dal quale provengono più Migranti – in base a quanto dichiarato al momento dello sbarco – è la Nigeria (37.551 sbarcati) davanti a Eritrea (20.718), Guinea (13.342), Costa d’Avorio (12.396), Gambia (11.929), Senegal (10.327), Mali (10.010), Sudan (9.327), Bangladesh (8.131) e Somalia (7.281).

Sempre nell’arco dell’anno appena trascorso, i porti maggiormente interessati dagli sbarchi sono stati Augusta (25.624), Pozzallo (18.970), Catania (17.989), Messina (15.188) e Palermo (15.083).

Intanto il governo si muove per provare a trovare la svolta nella gestione dei flussi. Secondo giorno di viaggio nel Mediterraneo per il ministro dell’Interno Marco Minniti che è stato prima a Tunisi e poi a Malta. “Abbiamo affrontato le questioni della sicurezza e dell’immigrazione”, ha spiegato, parlando di una “collaborazione molto proficua” con le autorità tunisine. Il Viminale spinge per un rafforzamento dei Cie e una accelerazione dei rimpatri, puntando sulla firma di nuovi accordi bilaterali.

Un approccio che non piace a molti, a partire dagli stessi amministratori del centrosinistra. “La caratteristica dei Cie – attacca il presidente della Toscana Enrico Rossi – è quella di essere un ambiente promiscuo. Ci sono delinquenti, e Amri (l’attentatore di Berlino, ndr) per esempio era uno di questi, ma anche padri di famiglia che hanno perso il lavoro o che hanno un lavoro non risconociuto dalla Bossi-Fini”.

Anche dall’Anci arrivano inviti alla calma: “Vogliamo una distribuzione diffusa – dice il presidente dell’Associazione dei Comuni e sindaco di Bari Antonio Decaro, anche lui del Pd – Con l’intesa Anci-Viminale – ricorda – stiamo cercando di coinvolgere tutti i Comuni nello Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr). Con questo sistema che fissa un tetto all’arrivo in base alla popolazione, a Cona sarebbero state accolte otto persone, due nuclei familiari, non millecinquecento”.

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