Il Congresso scotta: Renzi lascerà il cerino alla sinistra

Focus

Ancora incertezza in vista dell’Assemblea nazionale di domenica

Non sono ancora chiari i termini della proposta che Matteo Renzi farà alla Assemblea nazionale del Pd domenica 18 all’hotel Ergife di Roma (diretta streaming su Unità.tv): “Io non vedo strumento migliore del Congresso – aveva detto all’ultima Direzione – ma deciderà l’Assemblea”.

Infatti il segretario lascerà aperta la discussione, in un certo senso rimandando alla sinistra interna il quesito: volete farlo, il Congresso (come chiesto dalla stessa sinistra subito dopo il voto) o no? I bersaniani negli ultimi giorni hanno paventato il rischio di un “plebiscito” su Renzi, eccependo fra le altre cose – a ragione – che lo Statuto prevede le dimissioni del segretario in caso di Congresso anticipato.

Ma Renzi pare disponibile a lasciare la carica in vista del Congresso. A quel punto si potrebbe eleggere un segretario di transizione o cedere i poteri del leader al presidente del partito o ancora approvare un ordine del giorno che “congeli” la situazione.

In realtà lo Statuto è lacunoso perché dice che “l’assemblea elegge un nuovo segretario o decide per il Congresso (se negli ultimi 6 mesi del mandato)”. Non dice però chiaramente, in caso di Congresso anticipato, chi dirige il partito fino a congresso. Per cui ognuno fa valere la propria interpretazione.

Però non sembra questo il punto essenziale: un accordo metodologico si trova sempre, se c’è la volontà politica. La questione principale è invece la conferma dello scenario di qualche giorno fa – in parte smentito dalle ricostruzioni dei giornali di oggi: cioè che Renzi vuole l’assise nazionale presto. Rimettendo – come detto – la decisione alla Assemblea nazionale.

C’è poi un nodo non secondario e che anzi potrebbe diventare dirimente: si può pensare a primarie che eleggano il segretario-candidato premier a marzo, rinviando il Congresso a una fase successiva? Un rebus enorme, da risolvere solo  quando sarà più chiaro il destino della legislatura e la legge elettorale che sarà in  vigore.


Leggi anche: Il rompicapo della sinistra dem: chi è l’anti-Renzi? di Stefano Cagelli

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