Il cyberbullismo è legge ma non basta. Pini: “Noi per primi dobbiamo cambiare”

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Con la legge per la prima volta viene data una precisa definizione del fenomeno

L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il ddl sulla tutela dei minori, la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, con 432 sì, un astenuto e nessun no.

Con la legge per la prima volta viene data una precisa definizione del fenomeno: ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

“L’approvazione all’unanimità della legge sulla tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo è un primo passo avanti per un uso consapevole della rete e dei social media”, ha detto Giuditta Pini, durante la dichiarazione di voto della legge in materia di contrasto al cyberbullismo. “Il testo approvato è equilibrato e riguarda i minorenni; per questo dobbiamo pensare a un intervento legislativo anche per i maggiorenni perché, purtroppo, i fenomeni di violenza in rete non finiscono con il compimento della maggiore età”.

“I ragazzi non vanno lasciati soli, lo avevamo promesso a Novara nel febbraio 2014 assieme alla Ministra Valeria Fedeli, allora vice presidente del Senato, e a Paolo Picchio, papà di Carolina. Oggi possiamo dire di essere stati di parola”, ha commentato Elena Ferrara, prima firmataria della legge.”Sono felice che proprio oggi, giornata mondiale contro l’omofobia, il Parlamento abbia dimostrato di saper rispondere all’emergenza sociale del bullismo in internet attraverso un patto educativo nell’interesse delle nuove generazioni, perché sono loro che, nella vita come nella rete, hanno meno diritti di noi adulti”.

A commentare l’approvazione anche l’Unicef: “Apprendiamo con soddisfazione che la parola cyberbullismo è appena entrata nel nostro ordinamento con la prima legge in Europa che mira a contrastare il fenomeno, adesso la vera sfida si giocherà sulla prevenzione e la sensibilizzazione”, ha dichiarato il presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera.


 

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