Il dramma di Salvini, costretto a mollare Trump per giurare fedeltà a Putin

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trump salvini

Il leader della Lega era volato a Washington solo per farsi un selfie con il tycoon americano. Oggi lo considera “un problema”

Quanto dev’essere difficile vivere nel mito del populismo mondiale. Per Matteo Salvini deve essere un vero rebus. Nel suo percorso di “crescita” politica il leader della Lega ha avuto varie fonti di ispirazione. La sua musa principale rimane Marine Le Pen, finora mai rinnegata. Ci sono stati, poi, negli anni, altri modelli, dall’austriaco Jorg Haider (che un giovane Salvini omaggiava nel 2008 su Radio Padania con un “addio grande amico”) all’olandese Geert Wilders e all’ungherese Viktor Orban. Gli ultimi due innamoramenti sono stati per Donald Trump e Vladimir Putin. Entrambi “uomini forti”, politicamente scorretti, sovranisti quanto basta e soprattutto con la prospettiva di andare d’amore e d’accordo dopo l’elezione del tycoon newyorchese alla Casa Bianca.

La dolorosa scelta di Matteo Salvini

La politica, specie quella internazionale, però, è un’altra cosa. E nonostante gli intenti amichevoli, Trump e Putin sono entrati in rotta di collisione sulla grave crisi siriana. E così Salvini si è trovato nella dura condizione di scegliere. E ha scelto Putin, decidendo così di schierarsi dalla parte del regime di Assad. Oggi il leader della Lega dice di “condividere le scelte di Gentiloni e Merkel”, che si oppongono ad una escalation militare nel Paese arabo. Benissimo. Se non fosse che Gentiloni e Merkel possono permettersi di parlare così perché hanno sempre mantenuto una sana equidistanza dagli eccessi di due governi (di due uomini) così poco affidabili.

Ora Trump è un problema per Salvini

Salvini, al contrario, dopo averli idolatrati entrambi, ora parla di Trump come di “un problema” (dopo essere volato a Washington solo per farsi un selfie con lui in campagna elettorale) per confermare la sua totale fedeltà a Putin, già sancita con il gemellaggio tra la Lega e Russia Unita e con chissà quali altre forme di “amicizia”. Un ottimo viatico per risultare ancora meno credibile dei suoi idoli.

 

 

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