Il governo sovranista (che arriverà) e gli spazi che il Pd deve riempire

Focus

Un esecutivo M5s-Lega dà al Pd, se persegue in questa sua chiarezza alternativa europeista, la possibilità di essere un polo alternativo

Evitiamo di seguire più di tanto le ricostruzioni giorno per giorno sul Governo.

La Presidenza della Repubblica ha intanto l’obiettivo di evitare nuove elezioni traumatiche e non decisive a giugno. Per questo motivo, per chiudere quella finestra elettorale, utilizzerà tutto aprile per le consultazioni. A quel punto, occorrendo circa sessanta giorni per votare, la finestra sarà chiusa e inizierà la trattativa vera.

Nonostante tutte le difficoltà è evidente che le due minoranze più omogenee e che possono costituire il Governo dopo questo periodo di decantazione sono il centrodestra a trazione leghista e il M5s, che costituiscono in prospettiva non due poli, ma il polo sovranista di chiara collocazione internazionale putiniana. Come spiega oggi Panebianco, il problema è come costruire l’offerta alternativa. La situazione, col Pd all’opposizione, a differenza di quanto crede Panebianco, dà proprio al Pd, se persegue in questa sua chiarezza alternativa europeista, la possibilità di essere questo polo alternativo, rilanciandosi in maniera creativa su questa linea. Credo che la scelta dei capigruppo confermi bene questa scelta, contro le tentazioni di breve periodo di fare da ruota di scorta all’una o all’altra delle due minoranze sovraniste con le quali i programmi sono opposti.

Questa linea creativa comporta anche muoversi con coraggio sul piano dell’innovazione istituzionale: coloro che, anche nel nostro campo, temevano sistemi decisivi come il “combinato disposto” tra riforma elettorale e costituzionale perché con esso avrebbero potuto vincere le forze sovraniste le hanno invece fatte crescere proprio perché esse si sono alimentate proprio dell’impotenza del sistema. Anche su questo Panebianco fa riflettere in relazione all’esempio delle istituzioni francesi. Le forze antisistema si sono storicamente affermate in sistemi istituzionali deboli, a base proporzionalista, non in quelli forti.

Nel frattempo qualora le forze sovraniste riuscissero, come probabile, ad andare al Governo, il sistema non è comunque privo di rimedi: oltre a un’opposizione parlamentare intransigente e quindi efficace ci sono anche i poteri del Quirinale grazie al nuovo articolo 81 (come spiega Palmerini sul Sole) e ci sono i mercati (come chiarisce Cerasa).

Anche per questo motivo con la collega Quartapelle abbiamo presentato alla Camera sin da subito per la ratifica il Trattato Ceta, l’importante trattato misto Ue-Canada, in modo tale da evidenziare le differenze programmatiche reali al di là di ogni politicismo. Ne riparleremo presto.

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