Il Pd cala la carta del Mattarellum corretto. E la cabina diventa settimanale

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Renzi: “A parole vogliono una legge ma perdono tempo”

Più che un “tedesco coretto” il sistema elettorale che il Pd propone è piuttosto un “Mattarellum corretto”. Un sistema misto che invece di prevedere 75% di maggioritario e 25% di proporzionale stabilisce metà seggi nei collegi e metà eletti col proporzionale. Per quanto riguarda la quota proporzionale si pensa ad alzare lo sbarramento al 5% (col Mattarellum era il 4%).

Non è quindi un sistema “tedesco” che ha un esito proporzionale, perché, come detto, la proposta del Pd è metà proporzionale e metà maggioritaria.

Questa è la mossa che il partito di Renzi fa alla vigilia dell’apertura del dibattito in commissione a Montecitorio. Stasera il presidente della commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti presenta il testo base.

Al di là delle dispute sul nome, è chiaro che il Pd punta a valorizzare l’elemento territoriale (i collegi) salvaguardando il criterio della rappresentanza. Come dice Marina Sereni, ci sono due punti positivi: “Il primo: è comprensibile agli elettori, cioè rende possibile per ciascun semplice cittadino esprimere un voto sapendo a cosa serve sia nel rapporto elettore/eletto sia nelle relazioni tra le forze politiche in competizione. Il secondo: è un meccanismo sperimentato che può produrre maggioranze anche di coalizione ma in modo trasparente, leggibile e stabile”.

La prima reazione di Forza Italia è stata com’era previsto negativo. Il partito di Berlusconi non ama i collegi uninominali, dove la sfida è faccia contro faccia e dove dunque la Lega al Nord è chiaramente più forte. “Occorre una legge elettorale che consenta un’effettiva corrispondenza fra il voto espresso dagli italiani e la rappresentanza in Parlamento, evitando correttivi maggioritari”, ha detto Berlusconi, l’uomo che fu alfiere proprio del maggioritario. Eppure l’innalzamento della quota proporzionale dal 25% al 50% è pensata proprio per mediare con la posizione di FI. Vedremo.

E per quanto riguarda i grillini, c’è già il no di Danilo Toninelli, che riscopre il grande classico dell’accordo Pd-Verdini: ma dove il M5S voglia andare a parare non è ancora  chiaro.

Matteo Renzi, su Fb, ne trae una conclusione piuttosto sconsolata: “Continuano le grandi manovre parlamentari di chi chiede a parole una nuova legge elettorale ma in pratica non la vuole, e perde tempo”.

Intanto di legge elettorale si è parlato anche al Nazareno dove si è riunita per la prima volta la cosiddetta “cabina di regia”, ossia la sede nella quale Renzi e Martina si confrontano con esponenti dem del governo e i capigruppo: infatti oggi erano presenti Maria Elena Boschi, giunta con ritardo perché impegnata a palazzo Chigi, e Anna Finocchiaro, insieme a Ettore Rosato e Luigi Zanda.

Si è convenuto di tenere questo tipo di riunione settimanalmente per assicurare il miglior raccordo fra Pd e governo, onde evitare incomprensioni e conseguenti polemiche.


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