Crocetta da Renzi. Il Governatore entra nell’alleanza

Focus

Più forte l’ipotesi di alleanza larga da Pisapia a Alfano

Fa un passso avanti l’ipotesi di un fronte largo attorno alla candidatura di Fabrizio Micari: in Sicilia ormai siamo verso il rettilineo finale e il Pd prova a stringere i bulloni di un’alleanza da Pisapia a Alfano. Passando – ed è questa la novità – per Rosario Crocetta. Il peso del Governatore uscente è considerato dai dem troppo importante per rinunciarvi a cuor leggero, tanto più se egli dovesse mettersi di traverso con una propria candidatura.

L’operazione di ricucitura sembra destinata a reggere. Nel pomeriggio al Nazareno Crocetta ha visto Matteo Renzi. “Gli ho esternato le mie preoccupazioni per una candidatura poco conosciuta e gli ho illustrato i risultati del mio governo –  ha spiegato il Governatore uscendo dalla sede dem in compagnia del segretario regionale Fausto Raciti – ma siamo troppo avanti per le primarie e a questo punto rischierei di non avere candidature alternative. Non sono uno sfasciatutto, – ha proseguito –  la politica sfascista non mi ha mai interessato, voglio passare alla storia come il primo esponente che viene dalla storia del Pci che ha vinto le elezioni in Sicilia, non come colui che l’ha fatte perdere”.

Il passo indietro di Crocetta dovrebbe essere confermato domani nell’assemblea regionale convocata da Raciti, per procedere così sulla candidatura del rettore Fabrizio Micari. “Domani discuterò con i miei, perché non decido da solo”, aggiunge il Governatore. E spiega di non aver “negoziato nulla, nessun ticket” per ritirare la candidatura e sostenere con il Pd Micari. “Presenterò le liste del mio movimento in Sicilia”, aggiunge. “Il mio è un atto di amore, senza odio. Ce ne fossero altri come me”.

Anche se il Pd ha detto di no alla proposta di Crocetta di tenere primarie sul nome del candidato (“Le primarie non mi sembrano all’ordine del giorno: le elezioni sono vicine, è ora di partire con la campagna elettporale”, ha spiegato Matteo Orfini a Repubblica), il Governatore dovrebbe essere  in qualche forma coinvolto nell’operazione-listone. E d’altronde lo stesso Micari dice a Democratica.com: “Sarebbe impossibile organizzarle nei tempi ma c’è anche un problema di opportunità: mi è stato chiesto di fare una sorta di coordinatore e garante del programma, in questo momento non è opportuno”.

L’appoggio di Crocetta a Micari verrebbe ben vista da Giuliano Pisapia e anche da Angelino Alfano, a conferma dello schema della lista larga sul modello palermitano. Ne resterebbe fuori, com’è noto, Mdp con il suo candidato Claudio Fava: “Segnalo che nella coalizione a sostegno di Orlando, Mdp stava con Alfano”, nota Orfini.

Micari è nato a Palermo il 14 febbraio 1963 ed è professore ordinario d’ingegneria chimica, gestionale, informatica e meccanica. I numeri sono la sua passione ma la politica non è mai stata distante dai suoi interessi: “E’ la fase due del mio impegno professionale: contribuire alla crescita e allo sviluppo del territorio. Chi fa il Rettore fa politica, nel senso più bello del termine, perché si interessa del futuro dei giovani e cerca di trovare correlamenti col territorio. Ma come Rettore non potevo creare lavoro e sviluppo, per questo ho accettato la candidatura”, ha detto a Democratica.com.

Nell’isola si vota il 5 novembre: per la prima volta i deputati da eleggere saranno 70 e non più 90, con il Presidente della Regione Sicilia che verrà eletto in maniera diretta e in un turno unico, senza ricorso al ballottaggio. 62 deputati saranno eletti tramite un sistema proporzionale con sbarramento al 5% su base provinciale, gli altri 7 invece, compreso il Presidente eletto e il primo candidato governatore non eletto, attraverso dei listini bloccati. Una sorta di premio di maggioranza, pensato per garantire maggiore stabilità al neo-governo della Regione.

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