Salvini ha mentito sapendo di mentire. Parola di Giancarlo Giorgetti

Focus

Il sottosegretario ammette che sui 500mila clandestini rimpatriati “l’aveva sparata grossa”. Ci dobbiamo aspettare una retromarcia anche su flat tax e reddito di cittadinanza?

“Matteo l’ha sparata grossa, ora è importante che non ne arrivino più”. Più passano i giorni e più diventa evidente ciò che era chiaro fin dall’inizio: le promesse da campagna elettorale erano solo sparate.

Dopo l’ammissione che un cambiamento in questo governo non c’è, come detto ieri da Marco Travaglio, oggi è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, intervistato da Peter Gomez alla festa del Fatto Quotidiano, a Marina di Pietrasanta (Lucca), a smontare un’altra fake news. Peccato che questa era diventata il cavallo di battaglia di Matteo Salvini che, in campagna elettorale, aveva promesso 500mila rimpatri di clandestini. Che evidentemente non ci saranno, con buona pace per chi gli aveva creduto.

Non un caso ma un modus operandi ben rodato dal ministro che di sparate e inesattezze è il re. Lo stesso Giorgetti delinea la strategia: parlare alla pancia dell’elettorato. Eppure, dice il sottosegretario, i continui proclami e “rilanci” di Salvini possono essere un “pericolo” per il consenso al ministro dell’Interno ma Salvini “ha un’intuito pazzesco, una capacità di tenersi tarato sul sentimento, chiamiamola la pancia, dell’elettorato. Confido che quando sarà il momento in cui la pancia chiederà di frenare, frenerà”. E se così non dovesse essere? Giorgetti non nasconde che far ragionare il ‘Capitano’ è difficile: ” E’ permaloso, bisogna stare attenti a fargli una critica, ci sono delle tattiche per fargliele arrivare…”.

La fine della Lega?

Giorgetti non ha poi nascosto la sua preoccupazione per quello che potrà succedere il 5 settembre, giorno in cui il Tribunale del riesame di Genova affronterà il tema del sequestro dei conti leghisti dopo la condanna per truffa ai danni dello Stato di Umberto Bossi e Francesco Belsito. Una data che, secondo alcune ricostruzioni di stampa, smentite dallo stesso Giorgetti, potrebbe aprire la strada all’ipotesi di elezioni anticipate. Giorgetti, rispondendo alle domande del direttore de ilfattoquotidiano.it, ha spiegato che si teme per quel che accadrà: “Tutti i soldi che avevamo sono stati già presi dalla magistratura. Quindi, in questo momento non abbiamo più nulla. Il problema è che se il 5 settembre tutti i futuri proventi che fondamentalmente sono i versamenti dei parlamentari e dei consiglieri che affluiscono nelle casse della Lega vengono requisiti, allora è evidente che a quel punto lì un partito politico non può più esistere, perché non ha più i soldi…”.

”Se dovesse essere questa l’interpretazione da parte della magistratura, per noi questa sentenza sarebbe definitiva”, ha concluso Giorgetti.

I commenti del Pd sono lapidari

 

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