Gentiloni a Imola: “Lo Ius Soli non è collegato con gli sbarchi”

Focus

Intervista di Claudio Cerasa al presidente del Consiglio

Quella di Imola, come ricorda Claudio Cerasa, è la prima partecipazione di Paolo Gentiloni alla Festa de l’Unità in veste di presidente del Consiglio.

L’accoglienza è stata ottima e Gentiloni ha subito esordito ricordando con orgoglio che il suo “governo non veniva molto accreditato, ma col passare dei giorni grazie al lavoro ha sempre di più convinto. Credo – ha aggiunto – che questa sia una prova di forza e capacita di governo del Pd oltre che di chi ha fatto parte di questo governo”. Ci tiene a precisare che l’operato del governo da lui presieduto è in “continuità con il governo Renzi, anche perché chi lo presiede non è propriamente un avversario del segretario del Pd, e molti ministri sono gli stessi del precedente esecutivo”.

Alla domanda su come la grande coalizione ha cambiato la fisionomia della politica il premier risponde: “Nelle condizioni in cui ci siamo trovati credo che abbiamo fatto bene. I nostri governi sono stati fondamentalmente di centrosinistra, con l’appoggio di una parte del centrodestra. Le posizioni dei i partiti di governo non mi sembra sia stata così eterogenea in questi anni, quindi è stata positiva. Non neghiamo – ha aggiunto – che il perno della maggioranza sia il Pd, quindi rivendichiamo i risultati ottenuti e proviamo un senso di orgoglio per il nostro partito”.

Non si esime dalla domanda sullo Ius Soli, e ribadisce che il governo “lavorerà per approvarla in autunno, e ancora non siamo in autunno. Non dobbiamo fare l’errore di portarla in Parlamento senza avere i numeri, e su questo stiamo lavorando. C’è un collegamento nel dibattito politico tra l’emergenza immigrazione e lo Ius soli, io voglio ricordarvi che le due cose non sono collegate. Stiamo parlando di bambini che sono nati in Italia e che dopo un percorso di studi potranno finalmente avere la nostra cittadinanza. Lo Ius Soli – ha ribadito – non ha niente a che vedere con lo sbarco dei migranti, questa cosa la dobbiamo spiegare bene”.

Sull’immigrazione, dice Gentiloni, sono “orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto. Junker nel suo discorso sullo stato dell’Unione ha ringraziato l’Italia, che ‘Ha salvato l’onore dell’Europa’, e di questo dovremmo essere orgogliosi tutti”.

“Delle differenza tra destra e sinistra – dice il premier – senza voler fare polemica politica ne siete consapevoli tutti, basta leggere i giornali in questi giorni. Il Pd, che tra meno di un mese compirà 10 anni, ha effettuato un percorso che ha portato la sinistra ad essere una sinistra di governo. C’è chi vuole una sinistra di soli slogan, magari quelli della propria giovinezza, ma quello non fa bene alla sinistra. C’è un’attrazione fatale della sinistra nel mondo di stare perennemente all’opposizione, senza cambiare niente, facendo solo rumore. Spero che in Italia non ci sia quella sinistra”. E aggiunge: “Oggi in Italia c’è il bisogno di essere guidato da persone affidabili, che abbiano fiducia nelle istituzioni, non di propagandisti contro le istituzioni. I cittadini vanno rassicurati, non hanno bisogno di slogan e urla”.

Il premier non si esime dal parlare del caso Consip: “Per un Paese come il nostro la credibilità e l’autorevolezza delle istituzioni è qualcosa da tutelare, se ci sono atteggiamenti che minano quella credibilità bisogna intervenire. Io credo che la giustizia italiana e le forze di polizia abbiano gli anticorpi per rimediare ad atteggiamenti che minano la loro credibilità”.

In chiusura un appello alla coesione: “Noi abbiamo bisogno di più coesione, non possiamo essere sempre a litigare. Dobbiamo avere l’orgoglio di essere italiani. Poi dobbiamo smettere di diffondere paura, lo spacciatore di paura su immigrazione e criminalità nel breve può raccogliere consensi, ma nel lungo periodo creano solo odio e violenza”.

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