In Europa sale l’ansia per l’Italia. Ma Lega e M5s pensano alla propaganda

Focus

L’ultimo scontro con il capo del Ppe Weber. Salvini e Di Maio stanno già preparando il grande alibi per il loro fallimento

Ancora non si sa il nome del premier e dei ministri, neppure se e quando giurerà. Eppure il nuovo governo giallo-verde è già ai ferri corti con l’Europa. A Bruxelles, Berlino, Parigi e nelle altri capitali cresce la preoccupazione per l’impossibilità strutturale della nostra economia di reggere alle promesse mantenute nel contratto tra Lega e Cinque Stelle. E più cresce, più viene manifestata pubblicamente, a vari livelli. Ma invece di rispondere nel merito, i nuovi “padroni” della politica italiana, cercano strategicamente di riconvertire preoccupazioni ed avvertimenti in chiave puramente propagandistica. Come avevamo già avuto modo di scrivere, Salvini e Di Maio stanno già pensando a crearsi un alibi che giustifichi il loro probabilissimo fallimento. E l’Europa, in questo senso, rappresenta il bersaglio perfetto. Quando il popolo che li ha eletti si renderà conto che quanto sbandierato nell’infinita campagna elettorale in cui hanno fatto precipitare il Paese rimarrà inchiodato al libro dei sogni, la colpa sarà dell’Europa, dei tecnici non eletti, della burocrazia, e chi più ne ha più ne metta.

L’ultimo scontro in ordine temporale è con il presidente del gruppo parlamentare del partito popolare europeo all’europarlamento, Manfred Weber, esponente di punta della Csu tedesca (l’omologo bavarese della Cdu). “Le azioni irrazionali o populiste potrebbero provocare una nuova crisi dell’euro, quindi possiamo solo fare un appello affinché si rimanga nel regno della ragione”. I destinatari del messaggio sono Lega e Cinque Stelle, a cui Weber (che aveva apertamente sostenuto in campagna elettorale Silvio Berlusconi) non le manda a dire: “State scherzando con il fuoco perché l’Italia è pesantemente indebitata“. A stretto giro, la replica durissima della Lega: “Weber pensi agli affaracci suoi – dichiara Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al Parlamento Europeo – gli italiani sono stanchi di prendere ordini da Bruxelles e da Berlino! Si metta l’anima in pace: sono finiti i tempi in cui la Merkel e i suoi proconsoli a Bruxelles montavano e smontavano i governi italiani a seconda degli interessi tedeschi e delle loro banche”.

Quella con Weber è solo l’ultima polemica in ordine di tempo tra gli esponenti del governo che verrà e figure di primo piano in Europa. Nei giorni scorsi, il presidente francese Emmanuel Macron aveva parlato di Lega e Cinque Stelle come di “forze disparate, eterogenee e paradossali”. Poco dopo sono arrivate le frasi del ministro dell’Economia transalpino Bruno Le Maire: “Se il nuovo governo non rispetterà i suoi impegni sul debito, sul deficit, ma anche sul consolidamento delle banche, l‘intera stabilità finanziaria della zona euro sarà minacciata. Tutti in Italia devono capire che il futuro dell’Italia è in Europa e da nessun’altra parte, e perché questo futuro sia in Europa ci sono regole da rispettare. Gli impegni presi dall’Italia valgono qualunque sia il governo, io rispetto la decisione sovrana del popolo italiano, ma ci sono impegni che superano ognuno di noi”.

 

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