Incidente ferroviario a Pioltello, indagati i vertici di Trenord e Rfi

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Quattro persone indagate: l’ipotesi di reato è disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo per la morte delle tre donne

Sono quattro le persone indagate per il deragliamento del treno regionale avvenuto lo scorso 25 gennaio nella stazione di Pioltello e che ha provocato la morte di tre donne. Si tratta dei vertici di Rfi e Trenord: l’ad e il direttore di produzione di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile e Umberto Lebruto e l’ad e il direttore operativo Trenord Cinzia Farisè e Alberto Minoia.

L’ipotesi di reato è, oltre a disastro ferroviario colposo, anche omicidio colposo plurimo per la morte delle tre donne nell’incidente. Per domani è prevista la notifica di avvisi di garanzia in vista delle perizie tecniche.

L’iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta questa mattina in concomitanza con una riunione in cui i pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, che con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano coordinano le indagini, hanno materialmente conferito gli incarichi all’ispettore della Polfer Angelo Laurino, agli ingegneri Fabrizio D’Errico e Roberto Lucani e a un esperto informatico al quale spetterà, tra l’altro, di estrapolare i dati informatici dalla scatola nera del treno deragliato.

Queste prime iscrizioni, a garanzia degli indagati, permetteranno ai vertici di Rfi e Trenord, di partecipare agli esami autoptici previsti nei prossimo giorni sui corpi delle tre vittime, di cui verranno avvisati anche i familiari, con consulenti da loro nominati. Lo stesso vale per gli accertamenti tecnici irripetibili che verranno effettuati nell’ambito della super consulenza disposta dalla Procura per accertare le cause dell’incidente. Non si sa in vece ancora con certezza quando i vagoni verranno trasportati dal luogo dell’incidente in un apposito hangar. Dipende soprattutto da quando saranno terminati i rilievi e cristallizzate le prove.

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