La maestra anti-poliziotti che dimentica Pasolini. Interviene la Fedeli

Focus

Cosa c’entra l’antifascismo con quei gesti contro le forze dell’ordine?

Insulta e grida “Dovete morire”, poi lancia anche una bottiglia di vetro contro la polizia che monitorava la situazione durante la manifestazione di CasaPound a Torino, mentre poco più in là manifestavano i centri sociali. Sta facendo discutere la violenza della donna che si trovava nel corteo degli antagonisti, che in seguito si è scoperto essere una insegnante.

Raggiunta dal giornalista di Matrix Angelo Macchiavello che le chiede perché ha gridato frasi orribili alle forze di polizia, la donna non si rende conto della gravità del gesto e risponde di aver augurato la morte ai poliziotti “perché in questo momento stanno proteggendo il fascismo. È triste augurare loro la morte, certo, ma non ho sbagliato, perché mi potrei trovare fucile in mano a lottare contro questi individui”.

Vedendo i volti dei poliziotti ritornano alla mente le parole di Pier Paolo Pasolini (della poesia Il Pci ai giovani) rivolte agli studenti che avevano partecipato ai celebri scontri di Valle Giulia, a Roma: “Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti. Perché i poliziotti sono figli di poveri”. In questo caso non si tratta tanto di uno scontro tra classi sociali, non stiamo parlando certo la faccia di una figlia di papà, come Pasolini definiva quegli studenti, ma di una insegnante. Il problema è un altro: quella donna ha sfogato la sua rabbia contro chi stava solo svolgendo il proprio dovere. Confondendo l’antifascismo con la violenza senza senso.

Duro Matteo Renzi, presente in studio. Dopo aver visto il servizio commenta: “Una professoressa che si permette di fare affermazioni così gravi, augurando la morte ai poliziotti, andrebbe licenziata su due piedi. È pericolosa per l’educazione dei nostri ragazzi”. E su questo è tornato anche oggi in un post su Facebook: “Penso che questa donna non abbia diritto di stare in classe come insegnante in una scuola pubblica del nostro Paese. Penso che andrebbe licenziata immediatamente. Oggi questa signora dice di aver detto ciò che ha detto perché è antifascista. Chi si augura la morte di un poliziotto o picchia un carabiniere non è una persona antifascista, ma solo un criminale”.

Interviene anche la ministra Valeria Fedeli: “È inaccettabile ascoltare dalla voce di una docente parole di odio e di violenza contro le forze dell’ordine. Il rispetto per chi serve lo Stato, per chi, come quella sera a Torino, stava compiendo il proprio dovere per garantire la sicurezza dei cittadini, è sempre dovuto. Sempre e da chiunque. E a maggior ragione da una insegnante, il cui ruolo è non solo quello di trasmettere nuovi saperi e nuove competenze, ma anche quello di educare le nuove generazioni ai valori della legalità, del rispetto reciproco, della convivenza democratica”.

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