Martina: “Unità, perché la sfida alle destre è troppo grande e importante per dividerci”

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maurizio martina

Il segretario dem su Repubblica: «Gli italiani hanno cominciato a pagare le scelte economiche del governo. C’è più ingiustizia e meno equità»

«La piazza è stata una boccata d’ossigeno e una svolta. Era il segnale giusto, lo spirito di quella giornata va tenuto vivo. Ma siamo solo all’inizio, ne sono consapevole. La tendenza va rafforzata, ma c’è». Il segretario dem Maurizio Martina, intervistato da Goffredo De Marchis per Repubblica, si mostra fiducioso sulla possibile ripresa del Pd: «Gli italiani – spiega – hanno cominciato a pagare a carissimo prezzo le scelte economiche del governo. C’è già più ingiustizia e meno equità».

Insomma, la narrazione che sui social fanno pentastellati e leghisti è quella di un’Italia che non c’è; il paese reale è ben diverso dai brindisi sul balcone e dai party sul barcone, e Martina lo racconta così: «Chi ha comprato i Btp a marzo a 10 mila euro oggi ha titoli che valgono 8500 euro. Parliamo di piccoli risparmiatori, non di grandi investitori brutti e cattivi. Parliamo dei risparmi di una famiglia con due stipendi, un figlio e un mutuo e l’unica cosa che c’è nella manovra per loro è la rata del mutuo che schizza in alto».

Sulle elezioni europee, Martina evidenzia la preoccupazione per un’Europa che da unione di paesi possa trasformarsi in alleanza dei nazionalismi più esasperati: «Salvini, Le Pen e Orban stanno costruendo la fine dell’Europa non l’Europa delle libertà. Orban e le libertà non stanno insieme, basta vedere come funziona il suo sistema».

Nel colloquio col giornalista, c’è preoccupazione ma anche ottimismo, a patto che l’imperativo sia “unità”: «La sfida alle destre è troppo grande e troppo importante per dividerci», rimarca il segretario Pd, il quale manda un segnale costruttivo e chiaro a tutti i candidati delle primarie dem: «Piazza Grande di Zingaretti, la Leopolda di Renzi, la riunione di Sinistra dem. Posso rivolgere urlipreghiera con tutto il cuore a chi organizza questi appuntamenti di ottobre? Non parlate solo ai vostri. Lasciate qualcosa a tutto i partito, anche a chi non sarà lì».
Il finale è di quelli “zitti e pedalare”: Lei sarà candidato? – chiede il giornalista- «lo ora faccio il segretario e penso al lavoro che dobbiamo fare fino al Forum di Milano».

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