Intimidazioni e svastiche contro Pd e Anpi. A Prato c’è la manifestazione fascista

Focus

Sale la tensione in vista del corteo di sabato di Forza Nuova

Una svastica nazista con le scritte Dux e “Arriviamo” è comparsa nella notte all’ingresso della Casa del Combattente in prossimità di piazza San Marco, il locale che ospita il Museo delle memorie di guerra per la pace, a Prato. Gli autori del gesto, su cui le forze dell’ordine sarebbero già indagando,hanno cancellato dal campanello anche le scritte dell’Anpi e dell’Associazione Combattenti e Reduci che proprio lì hanno sede. L’atto vandalico arriva proprio nelle ore in cui la città si sta mobilitando contro l’annunciata manifestazione di Forza Nuova, organizzata per il pomeriggio di sabato 23 marzo, il giorno del centenario della creazione dei Fasci italiani d’azione.

Angela Riviello, presidente provinciale dell’Anpi, ha commentato: “Non ci stancheremo mai di parlare di pace di democrazia di valori, non ci stancheremo mai di denunciare che i fascismi sono l’esatto contrario di tutto questo. Non ci intimidiscono le azioni dei vigliacchi, di chi sa usare solo violenza e volgarità perché non ha altri argomenti. Fermiamo la manifestazione fascista a Prato! Chiediamo al questore al prefetto alle istituzioni tutte di decidere presto, chiediamo che il coro democratico che si è alzato in città non resti inascoltato”.

Immediata anche la reazione dei dem. A parlare è il segretario provinciale Gabriele Bosi: “Sappiano che a Prato, città medaglia d’argento al valor militare nella guerra di Liberazione, nessuno si farà intimidire. Insieme a tutti coloro che si riconoscono nei valori della Resistenza e della Costituzione, continueremo a chiedere a Prefetto e Questore di impedire una manifestazione indegna di questa città e palesemente anticostituzionale”.

NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE. NO AL FASCISMOQualcuno pensa in questo modo di intimidire il Partito democratico e l’Anpi…

Pubblicato da Gabriele Bosi su Martedì 19 marzo 2019

Una linea ribadita anche dal sindaco di Prato, Matteo Biffoni: “La nostra città non lascia spazio all’odio e rigetta con forza questi gesti antidemocratici”.

In attesa della decisione di Prefettura e Questura sulla autorizzazione, la petizione online “Fermiamo la manifestazione fascista a Prato”, promossa da una sessantina di soggetti tra partiti, associazioni e sindacati, che chiede a questore e prefetto di revocare le autorizzazioni alla manifestazione, è arrivata a circa 15 mila firme.

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