Iran, l’Ue compatta contro la mossa di Trump

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La mossa degli Usa non solo ha spostato gli equilibri interni dell’intero Medio Oriente ma ha rimesso in gioco tanti contrappesi internazionali, economici e finanziari

Il solco tra Stati Uniti e il Vecchio Continente diventa sempre più profondo dopo l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare con l’Iran. La mossa di the Donald non solo ha messo in pericolo gli equilibri interni dell’intero Medio Oriente, ma ha rimesso in gioco tanti contrappesi internazionali, economici e finanziari, provocando di fatto un inasprimento dei rapporti tra Usa e Ue, già debilitati dalla vicenda dei dazi. Stracciando quell’intesa, l’alleanza atlantica nel suo complesso ne esce infatti indebolita. E con essa i rapporti economici tra Occidente e Medio Oriente (si pensi ad esempio agli aumenti del prezzo del petrolio).
Se le minacce di Trump si concretizzassero (“le sanzioni coinvolgeranno tutti gli attori che stanno aiutando l’Iran”) i problemi riguarderebbero tutte le imprese europee che lavorano in quell’area. È anche vero però, che la “grande” firma messa in calce ieri da Trump non potrà impedire alle altre parti in gioco di continuare a mantenere quell’intesa faticosamente ottenuta nel 2015 da Europa e Obama. Non a caso ieri Rohani ha reagito in maniera moderata, aprendo il dialogo a Ue, Cina e Russia (“Siamo pronti a parlare con loro”). E non a caso il giorno dopo il ceffone di Trump, Macron ha chiamato direttamente Rouhani per mantenere un canale aperto. Anche il premier uscente Paolo Gentiloni chiede che l’accordo con l’Iran sia mantenuto: “Contribuisce alla sicurezza nella regione e frena la proliferazione nucleare”.
La Commissione europea si è messa subito in moto e sta pensano alle proprie contromisure prendere. Già nella riunione del collegio dei commissari presieduto da Jean-Claude Juncker, mercoledì prossimo, potrebbe mettere a punto alcune proposte concrete.
Ieri l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha deplorato la decisione del presidente degli Stati Uniti e ha affermato che i paesi membri sono invece determinati a rispettarlo. Si è poi detta “particolarmente preoccupata dall’annuncio di nuove sanzioni”, sottolineando che l’Ue è “determinata a agire per proteggere i propri interessi economici”. Secondo fonti europee, il Servizio europeo di azione esterna diretto da Mogherini starebbe già lavorando a diverse ipotesi per proteggere dalle sanzioni le imprese europee che operano in Iran. Tra le opzioni ci sarebbe il ricorso a un regolamento Ue, adottato nel 1996 nel contesto delle sanzioni Usa contro Cuba (il cosiddetto Blocking Statute), che neutralizza gli effetti extraterritoriali derivanti dall’applicazione di una normativa adottata da un paese terzo. Un’altra ipotesi è di permettere alla Banca europea per gli investimenti di operare in Iran. A Bruxelles viene visto come modello anche l’Accordo quadro di finanziamento (Master Credit Agreement) firmato dall’Italia a gennaio per garantire 5 miliardi di investimenti in Iran. L’Ue potrebbe infine decidere di presentare un ricorso davanti all’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), ma c’è il rischio che venga respinto a causa delle deroghe previste per la sicurezza nazionale.
Nel frattempo, Bruxelles esorta l’Iran a mantenere i suoi impegni, per consentire la supervisione della sua attività nucleare e verificare che non abbia scopi militari, in cambio della promozione degli investimenti europei nel paese.

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