Sempre più male: le tasse aumentano e il potere d’acquisto della famiglie diminuisce

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Famiglie sempre più povere e il Paese arretra

Nel quarto trimestre 2018, in termini congiunturali, la spesa per consumi finali delle famiglie è aumentata dello 0,5% in termini nominali. Ne è derivata una flessione di 0,6 punti percentuali della propensione al risparmio delle famiglie, scesa al 7,6% (8,2% nel terzo trimestre). E’ quanto comunica l’Istat. Nello stesso periodo, rispetto al trimestre precedente, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% in termini nominali e dello 0,5% in termini reali.

Ma non solo. La pressione fiscale è stata pari al 48,8%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 41,4%, è aumentata di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,9%, è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. “L’incidenza del deficit delle Amministrazioni pubbliche sul Pil ha segnato in termini tendenziali un lieve aumento dovuto alla corrispondente variazione del saldo primario, mentre la componente della spesa per interessi è rimasta sostanzialmente stabile – si legge nella nota di commento -. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha subito nel quarto trimestre una nuova diminuzione, riportandosi sostanzialmente sul livello registrato all’inizio dell’anno. Le famiglie hanno tuttavia mantenuto una dinamica espansiva dei consumi, alimentata da una nuova diminuzione della propensione al risparmio, scesa a un livello vicino al minimo registrato un anno e mezzo prima”.

Che cosa vuol dire nel concreto? Che le tasse, con il governo gialloverde sono aumentate e i consumi delle famiglie sono diminuiti, perché girano meno soldi. Teresa Bellanova, capogruppo Pd in commissione attività produttive, commenta: “Conte, DiMaio e Salvini ci portano verso il collasso e senza pudore continuano a sostenere di lavorare per il Paese ma invece pagano le persone”.

 

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