Istat: più inattivi e disoccupati

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Lo rileva l’Istat, sottolineando che è aumentato il tasso di inattività

Il terzo trimestre del 2018 si caratterizza per una diminuzione dell’occupazione rispetto al trimestre precedente. Lo comunica l’Istat, spiegando che le dinamiche congiunturali del mercato del lavoro riflettono il rallentamento dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, con una flessione del Pil (-0,1%), dopo quattordici trimestri di espansione. Il calo è il primo dato negativo dopo il I trimestre 2015 quando si registrò un -0,1% (-23.000 occupati).

Inoltre dai dati Istat diminuiscono soprattutto i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (-0,7% sul trimestre precedente e -1,5%, pari a un calo di 222.000 unità, rispetto al terzo trimestre 2017). Dopo dieci trimestri di calo ininterrotto, tornano a crescere gli inattivi di 15-64 anni (+79 mila, 0,6%) a seguito dell’aumento tra i giovani. Nei dati di flusso diminuiscono le permanenze nell’occupazione, soprattutto per i giovani di 15-34 anni e gli stranieri. Dalla disoccupazione aumentano principalmente le transizioni verso l’inattività, che più spesso coinvolgono i giovani di 15-24 anni e le donne.

Continua anche la flessione del ricorso alla cassa integrazione. Il tasso dei posti vacanti rimane invariato sia su base congiunturale sia su base annua. Il costo del lavoro cresce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, sintesi di un aumento più sostenuto degli oneri sociali (+1,1% su base congiunturale e +4,7% su base annua) rispetto a quello delle retribuzioni (+0,2% su base congiunturale e +1,3% su base annua).

 

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