Istat: pressione fiscale nel I trimestre al 38%, top dal 2015

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Per l’istituto di statistica nei primi tre mesi del 2019 tasse su dello 0,3%. Zingaretti: “Parlano di Flat Tax e #minibot, ma poi aumentano le tasse”

La pressione fiscale nei primi tre mesi del 2019 è risultata del 38,0%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È il dato più alto dal 2015. Lo rileva l’Istat, precisando che anche in questo caso vale solo il confronto annuo, tra stessi trimestri. Nel primo trimestre la pressione fiscale, come sempre si osserva, mostra un livello più basso rispetto al resto dell’anno.

Sempre l’Istat rileva che nel primo trimestre del 2019 il rapporto tra deficit e Pil è stato pari al 4,1%. Listituto di statistica evidenzia come l’incidenza dell’indebitamento sia “scesa lievemente” rispetto allo stesso periodo del 2018. L’Istat diffondendo il dato ricorda che il deficit mostra un andamento stagionale e che il confronto può essere fatto solo su base annua.

“Parlano di #FlatTax e di #minibot sui social, ma nella vita reale delle persone aumentano le tasse. Dobbiamo difendere gli italiani da questo governo, è il commento postato su twitter del segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Secco il commento del presidente del Pd, Paolo Gentiloni, che su twitter scrive: “Istat Pressione fiscale di nuovo in aumento. Nel 2019 ha raggiunto il massimo dal 2015. Il Governo chiacchiera di flat tax e aumenta le tasse degli italiani”.

Mentre il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci tuitta: “Salvini, come al solito, mente: parla di diminuzione delle tasse quando la pressione fiscale raggiunge i massimi degli ultimi anni. Frenano anche i consumi, l’Italia è sotto zero. E’ un governo fallimentare. Istat”. Lo scrive su twitter il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci.

E a preoccupare anche il monito dle procuratore generale della Corte dei Conti Alberto Avoli, per il quale un riordino delle deduzioni fiscali e un riassetto delle tasse è una priorità, ma lo ‘shock fiscale’ evocato da alcuni, senza coperture nel breve termine, “potrebbe avere ripercussioni gravi, tali da annullare o ridurre molto i benefici della rimodulazione delle aliquote”.

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