Si ferma la produzione industriale. Zingaretti: “Voltiamo pagina”

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Per l’Istat i numeri dell’industria continuano a scendere. Clamoroso il dato dell’auto, giù del 17,1% ad aprile rispetto all’anno precedente

Ballottaggi o non ballottaggi, la produzione continua a scendere. Dopo il calo registrato a marzo, oggi i dati Istat fotografano di nuovo un’Italia in declino: la produzione industriale ad aprile scende dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua.

Uno dei numeri più negativi che emerge è quello relativo alla produzione italiana di autoveicoli, che diminuisce ad aprile 2019 del 17,1% rispetto all’anno precedente.

Dopo la pubblicazione dei dati sulla produzione industriale, la Borsa di Milano ha frenato, dopo l’avvio in rialzo, in linea con gli altri listini europei.

Numeri commentati dal segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti,  che sui social ha scritto:”Continua a peggiorare l’economia italiana. Oggi i nuovi dati della produzione industriale: -1,7% da quando è in carica questo governo (Dati Istat). Solo il settore dell’auto perde il 17,1% della produzione in un anno. Sempre più aziende entrano in crisi, sempre più lavoratori sono a rischio. Il governo non ha nessuna politica per lo sviluppo e il lavoro. Voltiamo pagina: rivoluzione verde, meno tasse sul lavoro, più investimenti su scuola, università e ricerca”.

Una doccia fredda per il Governo e per il Paese. Iniziamo il secondo trimestre nel peggiore dei modi. Un dato che avrà effetti sul Pil e sulle previsioni di crescita del Governo, alzando il rischio di una manovra correttiva“, afferma in una nota Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

Anche Federconsumatori commenta i dati: “Questo andamento testimonia lo stato di ‘convalescenza’ in cui si trova ancora la nostra economia, che deve fare i conti con preoccupazioni ed incertezze derivanti dalla situazione internazionale, nonché dagli atteggiamenti contrastanti assunti dalle diverse anime del governo di fronte alle richieste europee di far quadrare i conti del Paese“.

Ricorda ancora l’associazione: “La produzione in calo, il Pil a ‘crescita zero’, una manovra correttiva in vista e le minacce di speculazione sui mercati internazionali sempre più vicine non lasciano intravedere rosee prospettive per il nostro sistema economico, su cui incombe anche lo spettro dell’aumento dell’Iva dal prossimo anno, con ricadute di 831 euro annui a famiglia”.

Il Codacons, commentando la flessione registrata dall’istituto di statistica, sottolinea che “a preoccupare è in modo particolare la forte riduzione della produzione nel comparto dei beni di consumo. Qui su base mensile il calo è del -0,5%, ma raggiunge il picco del -3,4% per i beni di consumo durevoli rispetto allo stesso periodo del 2018”.

Numeri – rimarca l’associazione – che rispecchiano in modo evidente la crisi dei consumi che si registra in Italia, con la spesa che non riparte e le famiglie che tendono a rimandare al futuro gli acquisti, con effetti negativi diretti per tutto il comparto industriale“.

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