In Italia con i governi Pd calo della pressione fiscale record in Europa

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Qualcuno dovrebbe mostrare i dati dell’Eurostat al ministro Tria, per evitare che faccia ancora brutte figure

I governi Renzi e Gentiloni si sono dimostrati efficaci nel ridurre sensibilmente la pressione fiscale in Italia, a dispetto di quanto sostenga il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che, evidentemente, dopo aver perso la faccia in Europa, sta facendo di tutto per confermarsi anche in Italia. Mentre il professore pontificava su quanto di sbagliato avrebbero fatto gli esecutivi a guida Pd, puntando il dito contro quelli che lui chiama “bonus” (in particolare gli 80 euro), l’Eurostat diffondeva dei dati che lo smentivano in diretta.

Dati che dimostrano come, rispetto al 2012, nel 2017 l’Italia ha avuto, grazie ai governi Renzi e Gentiloni, il più forte calo del Tax rate (pressione fiscale sul Pil) tra i Paesi dell’area euro, esclusa l’Irlanda i cui dati non sono comparabili per l’eccezionale aumento del Pil registrato negli ultimi anni e dovuto allo spostamento della sede legale di alcune multinazionali straniere a Dublino e dintorni. Il calo del Tax rate italiano è stato di 1,4 punti percentuali, passando dal 43,8% del 2012 al 42,4% del 2017.

A proposito di “bonus” (che tra l’altro il ministro Tria critica, ma si guarda bene dal togliere), va tenuto conto che i dati dell’Eurostat non tengono conto dell’effetto degli 80 euro, stimabile in un calo di altri 0,6 punti percentuali. Se li includiamo nel calcolo, infatti, il Tax rate italiano è stato, nel periodo 2012-2017, addirittura di 2 punti percentuali di Pil, quindi il più forte non solo nell’area euro, ma nell’intera Unione Europea.

E’ infine interessante osservare la curva relativa alla pressione fiscale proprio della media dei Paesi dell’Unione Europea, che, negli stessi anni di riferimento, cioè dal 2012 al 2017, ha avuto la direzione inversa rispetto a quella italiana, passando dal 39,5% al 40,2%. Ristabilire la verità (e rispettarla) è il primo passo per costruire un futuro economico credibile per l’Italia. Rinnegare il passato o confutare il lavoro fatto dai governi precedenti è invece il modo peggiore per rispondere alle esigenze del Paese e dei cittadini.

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