L’Italia gialloverde in quarantena

Focus

I ministri delle Finanze dei paesi della zona Euro propongono all’Italia dialogo, ma anche disponibilità a rivedere la manovra. Tria risponde ancora ‘no’

La pericolosa miscela, fra incompetenza e sciocca superbia, inconsistenza politica e sicumera da dilettanti allo sbaraglio, con cui il governo italiano sta trattando le istituzioni dell’Unione Europea. sta conducendo il nostro paese non solo al rischio di collasso economico, ma anche al totale isolamento politico.
Dopo la bocciatura della Commissione europea, ieri pomeriggio, a Bruxelles, il Documento programmatico di bilancio italiano, è stato oggetto dell’analisi dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo, il coordinamento informale dei 19 paesi che adottano l’Euro come moneta che si riunisce ogni volta alla vigilia del vertice Ecofin, il Consiglio Economia e Finanza di tutti i ministri finanziari dei 26 paesi dell’Unione Europea.

 

Tria: la manovra non si cambia

Nonostante si attenda per la prossima settimana una seconda versione del documento italiano, riveduto e corretto, e nonostante il presidente dell’Eurogruppo, il portoghese Mario Centeno, abbia evidenziato come sulla manovra italiana ci sia stato “un dialogo molto costruttivo”, il ministro Tria ha già fatto sapere che “la manovra non cambia”.
E questo non deve essere sembrata proprio una posizione conciliante, sopratutto perché, come ha sottolineato Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione responsabile per l’Euro, la manovra del governo gialloverde prevede un peggioramento del deficit strutturale in rapporto al Pil dello 0,8% anziché un miglioramento dello 0,6%, come aveva chiesto proprio l’Ecofin.
L’Italia sta apertamente agendo non in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita” ha rimarcato Dombrobovskis, aggiungendo che lo spread “sta avendo conseguenze sull’economia reale” dell’Italia e questo “può rallentare l’economia” più del previsto.

 

Italia isolata nell’Unione

L’Europgruppo, insomma, si è schierato solidamente sulla posizione della Commissione Europea, lasciando l’Italia in una posizione che assomiglia un po’ alla quarantena imposta un tempo alle navi provenienti da zone colpite dalla peste. Nessun paese dell’Eurozona difende o almeno giustifica le posizioni del governo Lega- 5 Stelle, neanche quelli che, stando alle chiacchiere dei due padroni del vapore, Di Maio e Salvini, avrebbero dovuto essere nostri alleati. Il ministro delle finanze austriaco Hartwig Loegerci, ad esempio, ha detto chiaramente che in merito alla manovra italiana “aspettiamo che le regole siano rispettate”, perché “c’è bisogno di un approccio equo e comune a queste regole“, mentre lo slovacco Peter Kazimir ha dichiarato di temere “che l’approccio e i passi assunti dal governo italiano stiano mettendo a rischio” gli obiettivi di equità e stabilità dell’Ue.

Senza assumere decisioni, l’Eurogruppo ha auspicato con forza che la Commissione Europea e l’Italia continuino a dialogare per trovare una soluzione che rispetti le regole comuni. A questo punto è chiaro che, come ha rimarcato il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, “la palla è nel campo dell’Italia”.
Noi ci aspettiamo – ha detto Moscovici nella conferenza stampa finale dell’Eurogruppo – che l’Italia ci sottoponga un progetto di bilancio nuovo e rivisto entro il 13 novembre. È una necessità. Le domande che abbiamo sollevato sono ancora sul tavolo: vogliamo sapere se il deficit strutturale viene ridotto o aumentato, se il debito pubblico è sotto controllo e se e come questa strategia sia in grado di alimentare la crescita. Sono questioni precise, le nostre domande sono precise, il nostro spirito è positivo”. Insomma, quello che ci si aspetta è che il governo rinsavisca e cambi la manovra.

 

Deficit pubblico, Italia rischia la procedura d’infrazione

Sulla spada di Damocle che pende sulle teste di italiani – quella del debito pubblico – l’Eurogruppo ha ammonito che la Commissione potrebbe aprire una procedura per deficit eccessivo. “Negli anni scorsi – ha ricordato Dombrobovskis – abbiamo concluso che l’Italia aveva rispettato la ‘regola del debito’, in base al fatto che era stata ampiamente in linea con le regole del ‘braccio preventivo’ del Patto di Stabilità. Ma se ora non è più il caso, dobbiamo tornare sulla questione della procedura per deficit eccessivo”.

 

Il calendario dell’Unione

Di tempo non ce n’è poi molto. Diamo un’occhiata al calendario di novembre per comprendere meglio di quali tempi stiamo parlando. Dopodomani, giovedì 8 novembre, la Commissione Europea pubblicherà le nuove stime macro-economiche. Da esse, capiremo quanto grande sia la differenza tra le previsioni di crescita del governo e quelle dell’Unione Europea, e così anche tra deficit e debito/Pil.
Martedì 13 novembre è la data entro cui il governo legastellato dovrà inviare le sue risposte in merito alle osservazioni della Commissione: dall’esecutivo italiano ci si attende una modifica della legge di bilancio e la spiegazione, comprensibile e concreta, sui motivi che giustificherebbero il mancato rispetto della regola sul debito. Infine, mercoledì 21 novembre la Commissione renderà nota la sua posizione sulla manovra e il rapporto sul debito italiano.

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