Italia, un modulo da non riproporre

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Ventura insiste sul 424, ma dopo la brutta figura di Madrid il modulo non convince nemmeno con il modesto Israele

Partiamo dalle buone notizie, con la vittoria di Reggio Emilia contro Israele, l’Italia, salvo clamorosi disastri nelle due partite che mancano, è già qualificata per gli spareggi per accedere ai Mondiali di Russia. Però questa è l’unica buona notizia di questa settimana dedicata agli impegni delle nazionali.

Sì perché gli azzurri nelle partite con Spagna e Israele sono stati tutto fuorché una grande squadra. La dura lezione subita in Spagna doveva servire un po’ da sveglia, ma la prestazione fornita contro il modesto Israele non è stata incoraggiante. Sul banco degli imputati c’è il Ct Ventura, che ha cambiato lo schema di gioco passando ad un temerario 424. Schema che ha danneggiato fortemente gli azzurri, ancora non in condizione perfetta viste le poche partite giocate in stagione, e che ha minato le sicurezze di molti calciatori fondamentali per la Nazionale.

I più penalizzati da questo modulo sono stati sicuramente Insigne e Verratti, seguiti a ruota da Belotti e Immobile: vale a dire i giocatori con maggior talento nella metà campo offensiva. La partita contro la Spagna, squadra che ha nel possesso palla una delle sue armi migliori è stata sintomatica.

L’esterno offensivo del Napoli è stato costretto per tutta la partita a rincorrere gli avversari Carvajal in primis, ma anche i centrocampisti che a turno si inserivano. Verratti è stato più impegnato a fare da diga che ad impostare il gioco, o a fornire l’ultimo passaggio. I due non sono riusciti a mostrare il loro talento, un vero e proprio spreco viste le qualità dimostrate negli anni.

Ma neanche le due punte, Belotti e Immobile sono riusciti ad entrare in partita, occupati a turno nella marcatura del playmaker spagnolo Sergio Busquets. Eppure questo modulo è stato impostato per permettere ai due di giocare insieme, ma visti i risultati forse è consigliabile la vecchia e affidabile staffetta.

La squadra necessita di un centrocampista in più, un portatore d’acqua che lasci più liberi i giocatori di talento di creare difficoltà alle squadre avversari. Non ha senso vedere attaccanti del calibro di Belotti, Immobile o Insigne rincorrere gli avversari per due motivi: il primo perché sprecano energie utili nel momento in cui la Nazionale attacca, secondo perché non gli riesce benissimo (abbiamo giocatori che sono in grado di fare filtro, usiamoli).

Nulla è ancora perduto, le possibili avversarie nel playoff non sono al nostro livello, a patto che si ritorni ad un modulo più bilanciato che sfrutti al massimo il talento dei giocatori offensivi.

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